La Nuova Ferrara

Ferrara

dibattito sul lavoro ieri organizzato dalla Uil  

Ripresa lenta, ma per Bonaccini i dati sono incoraggianti  

Un dibattito per capire quali risposte dare per sostenere economicamente il territorio ferrarese. Questo il filo rosso del convegno ,organizzato dalla Uil, e svoltosi ieri alla Camera di Commercio....

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Un dibattito per capire quali risposte dare per sostenere economicamente il territorio ferrarese. Questo il filo rosso del convegno ,organizzato dalla Uil, e svoltosi ieri alla Camera di Commercio. Ne è emerso un quadro poco rassicurante, fatto sostanzialmente di invecchiamento della popolazione, spopolamento della provincia, aumento delle ore di cassa integrazione, abuso dell’utilizzo dei voucher, quantificati solo a Ferrara in circa 1 milione. È Massimo Zanirati, segretario generale Uil, a introdurre il dibattito. «I dati forniti dalla Camera di Commercio di Ferrara parlano di ripresa flebile,di assenza di inversione di tendenza, della vendita di 1milione e 240 mila voucher, di 5mila ore di cassa integrazione. Ferrara è la provincia che più soffre a livello regionale». Il patto per il lavoro stipulato due anni fa in Regione viene approvato da Giuliano Zignani, segretario generale Uil Emilia Romagna. Un patto che però «va declinato a livello locale, perché Ferrara merita di uscire da questa situazione. Le ore richieste di cassa integrazione sono aumentate, se a gennaio erano 85mila, a febbraio sono diventate 269mila. È necessario anche investire sulle infrastrutture, come la Cispadana e la statale 16». Una nota a parte, il sindacalista la dedica ai voucher. Se parla di loro abuso, ritiene però un «grosso errore quello del governo averli aboliti, perché oggi queste persone lavorano in nero». Il sindaco Tiziano Tagliani, vede il quadro più sfumato. Se è vero che Ferrara e Copparo sono definite «zone di difficoltà economica, il Comune sta dialogando con Sipro e altre imprese per ragionare con loro e creare una rete di sistema per realizzare interventi. Ci sono settori particolarmente in crisi, ma manca la rete tra imprese. Una delle nostre debolezze è che siamo a rimorchio di attività industriali di primo livello, a parte Cento, e la sub fornitura è la prima a fare le spese della crisi». Aurelio Bruzzo, docente Unife, spiega come «c’è una diminuzione costante di abitanti nei comuni, a parte Poggio Renatico, e non c’è lavoro senza popolazione. La diminuzione della natalità a Ferra è più accentuata che nel resto.Solo l’immigrazione, può essere la risposta.” Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, ha spiegato come in due anni la «percentuale di disoccupazione è scesa di 2 punti percentuali.Tra 3 anni puntiamo a far scendere la disoccupazione tra 4 e 5%».

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