la condanna
Confermati i trent'anni di carcere a Pajdek per l'omicidio Tartari
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Ivan Pajdek, condannato a 30 anni di carcereA luglio il processo per le rapine compiute nell'estate 2015 con Igor il russo. E in aula offre di collaborare con gli inquirenti per catturare l'ex complice
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BOLOGNA. La Corte d’assise d’appello di Bologna ha confermato oggi pomeriggio, 5 aprile, la condanna a 30 anni di carcere per Ivan Pajdek, uno dei tre assassini di Pier Luigi Tartari, il più anziano e ritenuto il capo della banda di cui facevano parte Patrik Ruszo e Constantin Fiti condannati in primo grado all’ergastolo.
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Pajdek giudicato con il rito abbreviato, così come accaduto a Ferrara, solo grazie allo sconto di pena previsto per il rito (un terzo di riduzione) ha evitato l’ergastolo. Lui e gli altri sono sempre stati accusati e condannati per avere ucciso con crudeltà Tartari, averlo aggredito e rapinato in casa ad Aguscello e poi abbandonato e "incaprettato" nel tugurio di Fondo Reno dove lo trovarono dopo tre settimane.
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Il suo legale, Daniele Borgia, ha spiegato ai giudici la tesi difensiva che Tartari sarebbe morto in casa, in seguito alla rapina e che l’intenzione non era di ucciderlo e non nel tugurio, abbandonato agonizzate, mentre invece sia l’accusa sostenuta dal pg Franca Oliva che aveva chiesto la conferma dei 30 anni e la parte civile, Eugenio Gallerani per i fratelli di Pier Luigi, Rita e Marco, fu ucciso invece nel tugurio e tutti i riscontri raccolti lo indacano e che soprattutto accadde tutto questo perchè riconobbe i tre, per questo fu portata via dalla casa.
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Lo stesso avvocato Gallerani ha presentato alla corte l’atto del processo fissato al 13 luglio contro Ivan Paidek, Patrik Ruszo e Igor Vaclavic (il russo per cui è in corso la caccia all’uomo), per le rapine messe a segno, estate 2015, prima dell’omicidio Tartari. Senza la presenza di Constantin Fiti. Rapine per cui, come riferito in questi gironi, Igor Vaclavic ha sul conto un ordine di cattura: se dovesse essere fermato in questi giorni perchè sospettato della rapina di Consandolo e dell’omicidio di Budrio, gli inquirenti potranno come escamotage - in assenza al momento di riscontri sulla sua responsabilità - fermarlo «solo» per le rapine ferraresi.
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