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da copparo a siena 

Un premio “petaloso” per Matteo 

Un premio “petaloso” per Matteo 

Sabato il bambino riceverà un riconoscimento per la nuova parola

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COPPARO. Una bella soddisfazione per il piccolo alunno Matteo Trovò e la sua insegnante Margherita Aurora, che nell’ambito di Parole in cammino, il primo Festival dell’italiano e delle lingue italiane, che si tiene a Siena, saranno premiati al Teatro dei Rinnovati, sabato alle 18.45. Il piccolo alunno balzò agli onori delle cronache nazionali lo scorso anno, quando in un compito assegnato dalla propria docente sugli aggettivi, coniò il termine “petaloso”. La frase esatta era la seguente, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”. La stessa Accademia della Crusca definì il neologismo “una parola bella e chiara”. Da subito si scatenò attorno al termine e al bambino (ora ha 9 anni) un vistoso clamore mediatico, ma come spiega la stessa insegnante Margherita, «la nostra vita di classe non è cambiata, ci siamo divertiti molto, è stata una bella esperienza per tutti, ma la vicenda è sempre stata tenuta nella normalità. Abbiamo avuto tante soddisfazioni, però la nostra vita di classe è proseguita in tranquillità. Mi rendo conto che il lavoro fatto lo scorso anno ha dato buoni frutti, tutti i bambini hanno un ottimo lessico e questo per me significa tanto. Matteo continua anche a creare parole. Per esempio, un giorno sono entrata in classe particolarmente arruffata, e il bambino ha esclamato: maestra, che bella spettinatura che hai oggi!».
La premiazione sarà sabato, doppiamente giorno speciale, per la premiazione ma anche perché è il compleanno dell’insegnante, contenta così di «festeggiarlo bene - afferma - e sarà anche l’occasione di conoscere Vera Gheno, social media manager della Crusca, una persona molto in gamba; sarò molto lieta di conoscerla».
Il fatto che l’aggettivo petaloso non sia entrato nel dizionario non preoccupa affatto la Aurora: «La lingua è sempre in evoluzione - spiega -, le parole nascono ed evolvono, ci vogliono anni prima che un termine entri nel vocabolario».
Invitato per ricevere un premio anche Enrico Mentana, direttore del Tg La7, a sua volta inventore di un neologismo, l’ormai celeberrimo “webete” in risposta al commento di un lettore sulla sua pagina Facebook. Ma davanti al noto giornalista, Matteo non si farà certo intimidire, come spiegato dalla stessa insegnante che, invece, ritiene di essere più emozionata del bambino...
Veronica Capucci

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