Analogie con un delitto del 2015: vigilante freddato nel Ravennate
L’arma utilizzata, un fucile a pallettoni calibro 12, potrebbe esser la stessa. E anche il modus operandi adottato, dal colpo di avvertimento contro l’auto di servizio alla pistola in dotazione...
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L’arma utilizzata, un fucile a pallettoni calibro 12, potrebbe esser la stessa. E anche il modus operandi adottato, dal colpo di avvertimento contro l’auto di servizio alla pistola in dotazione sottratta. Senza contare poi che a essere presa di mira era stata, nella notte tra il 29 e il 30 marzo scorso a Consandolo come il 30 dicembre del 2015 a Fosso Ghiaia, era stata una guardia giurata.
Spuntano allora analogie inquietanti tra l’omicidio di Salvatore Chianese, la rapina di Consandolo e il delitto di Budrio che lasciano ipotizzare un collegamento tra i tre episodi. Soprattutto che a premere il grilletto possa essere stata la stessa persona, che si tratti di Igor Vaclavic ricercato da giorni in mezza regione oppure uno degli altri sospettati.
Qualcosa più di un semplice spunto investigativo secondo gli inquirenti, che potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini e spiegare un delitto, quello alla Cava Manzona nel ravennate.
Perché quanto accaduto sabato scorso al bar di Riccardina, frazione alle porte di Budrio in cui il proprietario è stato ucciso durante un tentativo di rapina, potrebbe invece rispondere ai tanti interrogativi sospesi e dare un nome e un volto al killer del 42enne freddato un anno e mezzo fa, aggiornando così il fascicolo aperto in Procura per la morte della guardia giurata di Osteria finora a carico di ignoti. Sovrapponendo i tre episodi infatti emergono vari dettagli sovrapponibili. Nel bar tabacchi di Riccardina il killer ha sparato un colpo a terra per far capire che non scherzava prima di reagire al tentativo del titolare di disarmarlo sparandogli con una pistola del tutto simile a quella sottratta alla guardia giurata di Consandolo. Anche in quel caso l’aggressore aveva esploso colpi contro l’auto di servizio del vigilante costringendolo a stendersi e sfilandogli l’arma in dotazione. Uno schema che sembra combaciare anche con l’omicidio della cava a ridosso della Statale Adriatica. Se, come ritengono gli inquirenti, ad agire è stata la stessa persona, quel lunotto infranto della macchina della guardia privata potrebbe infatti essere stato il colpo di avvertimento; Chianese potrebbe poi aver pagato con la vita il tentativo di reazione o l’aver compiuto un movimento scambiato dall’assassino come tale. Ora ovviamente sono in corso contatti tra gli inquirenti, anche in assenza di riscontri ma solo di ipotesi. E adesso i fascicoli aperti (attualmente a Ferrara per la rapina di Consandolo, a Bologna per l’omicidio di Budrio e a Ravenna per il delitto Chianese potrebbero finire in un unico filone investigativo con un indagato: Igor il russo.
Spuntano allora analogie inquietanti tra l’omicidio di Salvatore Chianese, la rapina di Consandolo e il delitto di Budrio che lasciano ipotizzare un collegamento tra i tre episodi. Soprattutto che a premere il grilletto possa essere stata la stessa persona, che si tratti di Igor Vaclavic ricercato da giorni in mezza regione oppure uno degli altri sospettati.
Qualcosa più di un semplice spunto investigativo secondo gli inquirenti, che potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini e spiegare un delitto, quello alla Cava Manzona nel ravennate.
Perché quanto accaduto sabato scorso al bar di Riccardina, frazione alle porte di Budrio in cui il proprietario è stato ucciso durante un tentativo di rapina, potrebbe invece rispondere ai tanti interrogativi sospesi e dare un nome e un volto al killer del 42enne freddato un anno e mezzo fa, aggiornando così il fascicolo aperto in Procura per la morte della guardia giurata di Osteria finora a carico di ignoti. Sovrapponendo i tre episodi infatti emergono vari dettagli sovrapponibili. Nel bar tabacchi di Riccardina il killer ha sparato un colpo a terra per far capire che non scherzava prima di reagire al tentativo del titolare di disarmarlo sparandogli con una pistola del tutto simile a quella sottratta alla guardia giurata di Consandolo. Anche in quel caso l’aggressore aveva esploso colpi contro l’auto di servizio del vigilante costringendolo a stendersi e sfilandogli l’arma in dotazione. Uno schema che sembra combaciare anche con l’omicidio della cava a ridosso della Statale Adriatica. Se, come ritengono gli inquirenti, ad agire è stata la stessa persona, quel lunotto infranto della macchina della guardia privata potrebbe infatti essere stato il colpo di avvertimento; Chianese potrebbe poi aver pagato con la vita il tentativo di reazione o l’aver compiuto un movimento scambiato dall’assassino come tale. Ora ovviamente sono in corso contatti tra gli inquirenti, anche in assenza di riscontri ma solo di ipotesi. E adesso i fascicoli aperti (attualmente a Ferrara per la rapina di Consandolo, a Bologna per l’omicidio di Budrio e a Ravenna per il delitto Chianese potrebbero finire in un unico filone investigativo con un indagato: Igor il russo.
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