Il fucile del russo rubato a Tartari?
L’ipotesi: gira con la pistola di Consandolo e l’arma presa al pensionato ucciso
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Il fucile da caccia usato la settimana scorsa per sparare contro la guardia giurata di Consandolo e poi rapinarlo della pistola e altrettanto per la rapina di Budrio, finita nel sangue con l’uccisione del barista, è uno dei fucili rubati nella casa dei fratelli Tartari ad Aguscello la notte del 9 settembre 2015.
Ad imbracciarlo, nei giorni scorsi, sarebbe stato - questa l’ipotesi che prospettano ad alta voce gli inquirenti bolognesi - Ivan Vaclavic, e la circostanza che possa essere una delle armi trafugate nella casa di via Ricciarelli sta prendendo sempre più corpo in queste ore. Come si ricorda la banda Pajdek (lui, Ruszo e Fiti) rubò nell’appartamento al primo piano, quello di Marco Tartari, il fratello di Pier Luigi poi ucciso (vedi qui sotto il processo d’appello) due fucili da caccia custoditi in un apposito mobiletto. Oltre queste armi, della refurtiva dell’assalto di quella notte, che ebbe come epilogo la morte di Pier Luigi, abbandonato nel tugurio di Fondo Reno, era anche di diversi quadri che poi la banda caricò nel baule della Opel Corsa di Tartari stesso, usata per scappare e poi abbandonata al cimitero di Mizzana, due giorni dopo.
Bene, quei fucili non sono mai stati trovati, e il fucile imbracciato la notte della rapina di Consandolo usato per sparare contro la macchina della guardi giurata e sabato sera scorso, poi, a Budrio potrebbe essere stato ceduto da Pajdek a Igor, visto che erano se non amici, molto vicini e soprattutto complici negli assalti nel Ferrarese prima dell’omicidio di Tartari, le tre rapine di Mesola, Villanova e Coronella, che ora condividono come capi di imputazione e per i quali saranno a processo, insieme, il prossimo 13 luglio .
Ad imbracciarlo, nei giorni scorsi, sarebbe stato - questa l’ipotesi che prospettano ad alta voce gli inquirenti bolognesi - Ivan Vaclavic, e la circostanza che possa essere una delle armi trafugate nella casa di via Ricciarelli sta prendendo sempre più corpo in queste ore. Come si ricorda la banda Pajdek (lui, Ruszo e Fiti) rubò nell’appartamento al primo piano, quello di Marco Tartari, il fratello di Pier Luigi poi ucciso (vedi qui sotto il processo d’appello) due fucili da caccia custoditi in un apposito mobiletto. Oltre queste armi, della refurtiva dell’assalto di quella notte, che ebbe come epilogo la morte di Pier Luigi, abbandonato nel tugurio di Fondo Reno, era anche di diversi quadri che poi la banda caricò nel baule della Opel Corsa di Tartari stesso, usata per scappare e poi abbandonata al cimitero di Mizzana, due giorni dopo.
Bene, quei fucili non sono mai stati trovati, e il fucile imbracciato la notte della rapina di Consandolo usato per sparare contro la macchina della guardi giurata e sabato sera scorso, poi, a Budrio potrebbe essere stato ceduto da Pajdek a Igor, visto che erano se non amici, molto vicini e soprattutto complici negli assalti nel Ferrarese prima dell’omicidio di Tartari, le tre rapine di Mesola, Villanova e Coronella, che ora condividono come capi di imputazione e per i quali saranno a processo, insieme, il prossimo 13 luglio .
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