Il raggiro cancellato grazie alla prescrizione
Colpo di spugna alla condanna a quattro anni dell’imprenditore Paolo Lazzari Gli venne sequestrata anche la villa Filangeri-Gulinelli (13 milioni) a Sant’Egidio
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Alla fine, tutto cancellato, per prescrizione, pena e accuse: sopratutto i 4 anni di condanna che il tribunale di Ferrara aveva inflitto a Paolo Lazzari, noto personaggio conosciuto alle cronache cittadine e non (gli è stato sequestrato il patrimonio personale, tra cui Villa Filangeri-Gulinelli di Sant'Egidio, pari a 13 milioni di euro), imprenditore e agente immobiliare di lusso come si definisce lui stesso, ma indicato come bancarottiere, evasore, truffatore dagli inquirenti ferraresi.
Lazzari era imputato e condannato per circonvenzione di incapace, di una donna 45enne, per averla indotta ad accendere un mutuo di 350mila euro e acquistare un immobile in provincia di Parma e adibirlo a Bed&breakfast e che avrebbe dovuto gestire la donna stessa: la compravendita dell'immobile sempre riconducibile a Lazzari, è stata ritenuta dall'accusa del tutto fittizia, con l'unico scopo per Lazzari e soci di incassare i soldi del mutuo. La Corte d’appello di Bologna, presidente Valenti, nel processo dei giorni scorsi ha però preso atto, su richiesta del difensore, Dario Bolognesi, che tutto era ormai prescritto - per una serie di motivi tecnico-giudiziari - e così tutto è stato cancellato. Il processo nato addirittura 10 anni, fa, 2007, da una operazione roboante chiamata “Untouchables" (intoccabili), secondo l’accusa aveva messo in luce un meccanismo illecito che puntava a truffare le banche. L'indagine era partita con una trentina di indagati per presunti raggiri e frodi a istituti bancari, tutti archiviati in corso di inchiesta, e alla fine era rimasta solo la posizione di Lazzari per questo raggiro per così dire “personale”. Ma il reato doveva essere prescritto, come deciso dai giudici d’appello che hanno accolto la tesi difensiva.
Lazzari era imputato e condannato per circonvenzione di incapace, di una donna 45enne, per averla indotta ad accendere un mutuo di 350mila euro e acquistare un immobile in provincia di Parma e adibirlo a Bed&breakfast e che avrebbe dovuto gestire la donna stessa: la compravendita dell'immobile sempre riconducibile a Lazzari, è stata ritenuta dall'accusa del tutto fittizia, con l'unico scopo per Lazzari e soci di incassare i soldi del mutuo. La Corte d’appello di Bologna, presidente Valenti, nel processo dei giorni scorsi ha però preso atto, su richiesta del difensore, Dario Bolognesi, che tutto era ormai prescritto - per una serie di motivi tecnico-giudiziari - e così tutto è stato cancellato. Il processo nato addirittura 10 anni, fa, 2007, da una operazione roboante chiamata “Untouchables" (intoccabili), secondo l’accusa aveva messo in luce un meccanismo illecito che puntava a truffare le banche. L'indagine era partita con una trentina di indagati per presunti raggiri e frodi a istituti bancari, tutti archiviati in corso di inchiesta, e alla fine era rimasta solo la posizione di Lazzari per questo raggiro per così dire “personale”. Ma il reato doveva essere prescritto, come deciso dai giudici d’appello che hanno accolto la tesi difensiva.
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