Chiude la Polizia postale di Ferrara, la protesta dei sindacati
Gli uffici, secondo la nuova razionalizzazione (tagli), saranno accorpati. A Ferrara, nel 1989 gli agenti in servizio erano 22, oggi sono 7, nel 2019 con i pensionamenti rimarranno in 5. Sono gli esperti che lottano contro pirateria sul web, dal cyber-bullismo alla pedoproografia
FERRARA - Ferrara chiude, in regione restano aperte solo le sezioni a Parma, Rimni e Bologna: sono gli uffici della Polizia postale e delle telecomunicazioni secondo la nuova razionalizzazione (tagli per risparmiare) dei presìdi della Polizia Postale. E’ quanto è emerso dall’ultimo incontro a Roma di mercoledì scorso in cui è stata annunciato l’accorpamento degli uffici provinciali con Ferrara che chiuderà per esser associato a Bologna.
«La consistenza organica attuale della specialità a livello nazionale è di 1.533 unità, mentre a Ferrara sono impiegati attualmente 7 poliziotti rispetto ai 22 previsti nella pianta organica del 1989 ed entro il 2019 con i pensionamenti rimarranno in 5», spiega Stefano Parziale del sindacato Siulp.
E sia il segretario provinciale Siulp che il segretario del Silp Cgil, Enrico Vincenzi si soffermano sul «danno conseguente alla soppressione nella nostra provincia, nell’era della digitalizzazione, della comunicazione on-line del cyberbullismo, pedo-pornografia e si considera un’offesa all’intelligenza di chi vive il proprio tempo».
Per Parziale sarà «difficile garantire le incombenze che gravano su di essi: cyber bullismo, truffe on-line, furti d’identità telematici per citarne alcuni (secondo il report 2016 nelle sezioni oltre il 50% riguarda truffe on line)». Mentre nel 2016 sebbene con risorse limitatissime «la polposta Ferrara ha arrestato una persona, denunciato 60, svolto 211 pattuglie automontate di vigilanza, identificato 275 persone, controllato 42 veicoli e svolto 18 conferenze presso istituto d’istruzione. (dati ufficiali forniti dalla sezione)».
Durante gli ultimi corsi di formazione per ufficiale di Polizia giudiziaria - aggiunge Parziale - «nessuno è tornato nella specialità, questo significa che vi è una chiara volontà del Dipartimento di Pubblica sicurezza a concentrare su poche strutture l’attività».
«A distanza di qualche anno si rappresenta sempre lo stesso rischio, ma al di là di quanto riusciremo a fare a livello centrale, sulla nostra provincia chiederemo a Prefetto e Questore che, in caso di effettiva chiusura, i colleghi siano collocati in un’ apposita sezione per il contrasto dei reati informatici all'interno della Squadra mobile che la Segreteria nazionale Siulp ha chiesto nella riunione a Roma di istituire a livello nazionale». Sarebbe questo soprattutto un modo «per non disperdere quella preziosa attività di prevenzione fatta all’interno delle scuole che spesso ottiene più risultati di ogni altro mezzo che è possibile solo aggiornando costantemente i poliziotti del settore facendoli lavorare su questi specifici reati».
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