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Ferraresi vecchi ma sani nell’indagine sulla salute 

Vagnini: screening da tenere d’occhio. Sapigni: tre bimbi non vaccinati al nido Tagliani: l’aspettativa di vita è di quasi 85 anni, la più alta in regione

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Come stanno Ferrara e i suoi cittadini? A questa domanda prova a rispondere una ricerca dell’Asl che delinea un profilo di salute della comunità, utile a programmare gli interventi pubblici.
Molto importanti perché per ogni 100 persone in età lavorativa ce ne sono 62 bisognose di sostegno.
«Nonostante si abbia un’impressione negativa – premette il direttore generale Claudio Vagnini – i ferraresi non sono particolarmente malsani. È una popolazione che invecchia più della media e ciò ha le sue conseguenze, comunque il sistema funziona: si pensi alle patologie cardiocircolatorie, lavorando su chi aveva già avuto attacchi ischemici riusciamo nella grandissima parte dei casi a salvare vite. La via giusta è prevenzione, presa in carico, domiciliarità». L’aspettativa di vita è di quasi 85 anni alla nascita, sovrapponibile alla media nazionale, ma di poco sotto quella regionale, e la crescita è stata costante. La buona qualità dell’assistenza sanitaria sta anche in quel -13% di decessi per malattie cardiovascolari negli ultimi vent’anni. Tra le prime cause di morte figurano anche tumori e patologie dell’apparato respiratorio. Più in generale, c’è un tendenza alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri, avvicinandosi nel 2015 ai valori medi regionali, anche grazie a un miglior trattamento di diabete e insufficienza cardiaca. Affiancato dal Giuseppe Cosenza, direttore del Dipartimento di salute pubblica, Vagnini cita due criticità da tenere d’occhio, “vaccinazioni e screening per il carcinoma del colon retto”. Se è buona la partecipazione delle donne ai programmi di test oncologici (così contribuendo a ridurre le morti per tumore del 3% all’anno), ancora non ci siamo per la diagnosi maschile: alla prova si presenta appena la metà degli interpellati. «Per 30 tumori che riesco a intercettare ce ne sono altrettanti che vanno a spasso senza saperlo», dice l’epidemiologo Aldo De Togni. Capitolo vaccinazioni: se nell’infanzia si è vicini alla soglia raccomandata del 95%, nelle altre età siamo ben più bassi.«Abbiamo tre casi all’asilo nido – avverte l’assessore Chiara Sapigni – di genitori che non vogliono che i loro figli si vaccinino, con la responsabilità quindi di non farli iscrivere più». Sul fronte stili di vita si nota un generale miglioramento. I fumatori sono scesi dal 34% del 2005 al 26% del 2015. I ferraresi sono meno sedentari rispetto ad alcuni anni fa, si muovono in bici e a piedi più della media regionale. Sulla strada la riduzione delle vittime di incidenti è stata del 46% nel giro di 15 anni. Per Tiziano Tagliani «qui l’età media della popolazione è più alta che nel resto dell’Emilia Romagna e i costi sono quindi sensibilmente superiori. Vanno mantenuti i servizi e serve un’attenzione di sistema, come quella che stiamo mettendo in campo su trasporti, qualità dell’aria, inquinamento industriale. Concentriamoci sui veri agenti epidemiologici, senza farci distrarre da problemi che non esistono», dice il sindaco con evidente riferimento alla polemica sui presunti sversamenti abusivi in discarica denunciati dall’ex pentito di mafia Perrella.
Fabio Terminali

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