Il futuro del Palaspecchi affidato ai voti del consiglio comunale
Lunedì la verifica. Il sindaco: pronti ad assumerci responsabilità, votare la delibera è l’unico modo per riqualificare. No alla richiesta di rinvio mentre gli eposti presentati non fermano l'iter del progetto
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FERRARA. Per chiudere la vicenda quasi trentennale del Palaspecchi il sindaco Tiziano Tagliani è disposto ad assumersi «delle responsabilità, lo faccio io e lo faranno i consiglieri: ho visto che ci sono già esposti alla Corte dei conti, ma sono sereno e poi chi non vuole responsabilità non può fare l’amministratore».
Il sindaco rispondeva in commissione ai dubbi delle opposizioni, che hanno chiesto congiuntamente di rinviare la delibera che disinnesca la mina-fideiussione sul pezzo di Palaspecchi destinato a diventare comando dei Vigili urbani; ma parlava un po’ anche ai consiglieri della maggioranza. Più d’uno è uscito dall’incontro di mercoledì pomeriggio dei gruppi con qualche preoccupazione, e solo in consiglio si vedrà se le garanzie fornite ieri dagli assessori abbiano tranquillizzato del tutto.
«I revisori dei conti hanno dato parere favorevole alla variazione di bilancio, e hanno poi chiesto d’iscrivere un’ipoteca a garanzia sulla parte del Palaspecchi che resterà di proprietà di Ferrara 2007» ha rivelato Luca Vaccari, titolare al Bilancio, rispondendo alla richiesta di Fausto Facchini (Pd). Resta la differenza tra i 4 milioni che il fondo immobiliare gestore dell’operazione di riqualificazione s’impegna a versare per realizzare il comando, assieme al pezzo di Palaspecchi dove sarà costruita, e i 6,8 milioni della fideiussione che il Comune potrebbe chiedere d’incassare a maggio, alla scadenza dell’accordo per i nuovi uffici. In parte la differenza viene colmata dal contestuale passaggio al Comune dell’immobile, valutato 1,2 milioni (è il lotto 1 dell’intero complesso, assieme al lotto 2 che è più grande quota sul mercato 1,5 milioni, stando al valore di conferimento al fondo); Vaccari ha poi sottolineato che «la fideiussione è assicurativa, non bancaria, e non è detto che possa essere incassata in contanti».
Insomma, il Comune farebbe un affare a prendere subito i 4 milioni, «un assegno staccato dal fondo immobiliare contestualmente alla sua costituzione» ha specificato l’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari; e Alberto Bova (Fc) ha sostenuto con argomenti giuridici, da avvocato qual è, questa tesi. Ci sono ipoteche iscritte su tutto l’immobile e pure sulla palazzina già demolita? «Il fondo non può accogliere beni ipotecati, quindi quando arriveremo di fronte al notaio saranno sicuramente “liberi”» ha specificato Fusari, i cui uffici al momento del semaforo verde alla demolizione hanno avvertito anche la banca. Per i 3 anni di lavori al comando, il fondo pagherà l’attuale affitto di via Bologna, 9mila euro al mese.
Molto duri su tutta l’operazione Francesco Rendine (Gol), Giovanni Cavicchi (Lega) e Matteo Fornasini (FI), hanno insistito sul poco tempo Alessandro Balboni (Fdi) e Federico Balboni (M5s) mentre Vittorio Anselmi, capogruppo FI, si è astenuto sul passaggio della delibera in consiglio.
Stefano Ciervo
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