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Progetto Casa Bottazzi La Regione dà l’ok ai fondi 

Progetto Casa Bottazzi La Regione dà l’ok ai fondi 

Bondeno, 250mila euro in 2 anni che si aggiungono ai fondi di Stato e Comune L’assessore Coletti: una soluzione per i disabili al problema del “dopo di noi”  

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BONDENO. Arriva dalla Regione l’ultimo via libera, per poter utilizzare i residui fondi derivanti dai contratti di Quartiere. Dopo la conferenza di programma convocata a Bologna, che libererà le risorse necessarie al completamento del progetto di Casa Bottazzi, a Bondeno. Per la precisione, 256mila euro in due anni, che si sommano alle risorse già investite da Stato e Comune e che portano a 1 milione e 400mila euro lo stanziamento complessivo. Per la cronaca, nell’ottica dei contratti di Quartiere sono stati inseriti negli scorsi anni gli alloggi Erp (alcuni già ultimati, altri in dirittura d’arrivo) in via Torricelli. All’incontro erano presenti l’assessore matildeo con delega alle politiche sociali, Cristina Coletti, l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi e Fabrizio Magnani dirigente ufficio tecnico e Sabrina Cavallini dirigente finanziario. Il progetto consentirà di trovare soluzione al problema del cosiddetto “dopo di noi”. Ovvero, soluzioni abitative e protette per soggetti fragili, diversamente abili. Al primo piano dell’ex ricovero per anziani, che ospita a pian terreno l’attivissimo centro l’Airone, saranno realizzati spazi idonei ad alloggiare due gruppi appartamento, «al fine di dare domiciliarità in un ambiente protetto, a bassa intensità assistenziale, che sia funzionale ad un progetto di vita il più possibile indipendente», spiega Cristina Coletti. «Della fattiva realizzazione del primo e del secondo piano di casa Bottazzi – aggiunge Marco Vincenzi – ci avvarremo ancora della collaborazione con Acer, già occupatasi dell’ultimazione del pian terreno».
Il tema del “dopo di noi” che riguarda casa Bottazzi comprende tutta quella gamma di interventi tesi a dare risposte ai soggetti diversamente abili che, concluso il percorso scolastico, non riescono ad inserirsi nel mondo del lavoro e hanno bisogno di aiuto; offrendo al tempo stesso sostegno e “sollievo” anche per periodi temporanei (fine settimana, momenti di ferie o assenza di chi si occupa abitualmente della persona) alle loro famiglie. In una prospettiva nuova, secondo la quale deve essere la comunità a farsi carico delle persone più bisognose di aiuto.
«Fra la nuova struttura che si realizzerà con i fondi dei contratti di Quartiere – dice Coletti - ed il centro diurno già esistente al piano terra, si realizzerà una sorta di complementarietà e continuità. In quanto, in una prospettiva del medio e lungo periodo, il gruppo appartamento potrà ospitare anche alcuni utenti dello stesso centro diurno, se parzialmente autosufficienti, mentre gli utenti del gruppo appartamento potranno usufruire dei sevizi offerti al primo piano del Bottazzi, con un’integrazione efficiente fra servizi diversi».(mi.pe.)

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