Scolamacchia presidente rilancia il ruolo di Ferrara
di Gian Pietro Zerbini
Svolta nell’associazione dei commercianti che mette al vertice un albergatore «Sostegno alle piccole aziende e attrezziamoci al nuovo sistema economico»
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Nicola Scolamacchia, 43 anni, milanese, è stato eletto ieri nuovo presidente della Confesercenti di Ferrara. Dopo la laurea in Economia ha iniziato a lavorare con le Pmi portandole a percorsi di crescita. Si è trasferito a Ferrara nel 2003, come responsabile di area di una ditta multinazionale del settore della Logistica. Nel 2010 ritorna a fare l’imprenditore, prendendo in gestione l’Hotel Astra e si iscrive alla Confeserenti. Da quattro anni è il presidente di Asshotel, l’associazione degli albergatori della confederazione. La sua scelta al vertice della Confesercenti provinciale suona come una svolta e un segnale.
Come mai ha accettato questa carica di presidente?
«Mi si è presentata questa opportunità di dare un contributo a tutte le categorie economiche che la Confesercenti rappresenta, mi piace lavorare per le piccole e medie imprese, in quanto è il mondo da dove provengo e capisco il lavoro quotidiano e instancabile degli operatori per mandare avanti la propria attività. La Confesercenti ha scelto di investire in un settore come il turismo, segno che crede molto in questo settore e non solo a parole. Il turismo è un elemento trainate per aiutare la nostra provincia a crescere».
Lei disse lo scorso anno che 400mila presenze turistiche all’anno per Ferrara sono un dato mediocre rispetto alle potenzialità della città?
«Confermo. L’obiettivo deve essere senz’altro il mezzo milione di presenze turistiche. Non ci si può accontentare di quota 400mila, dati di 12 anni fa. Ci sono molti progetti in giro per valorizzare il territorio, bisogna far lavorare le imprese che devono operare e prosperare, altrimenti i progetti muoiono dalla nascita».
Lei non è un commerciante nel senso tradizionale del termine, come intende confrontarsi con la base dell’associazione?
«Sono stato votato da tutte le categorie del commercio la mia attenzione sarà quindi dall’ambulante, al negoziante, alla ristorazione ai servizi. Sono settori che vivono grandi cambiamenti e bisogna attrezzarsi per operare in questo nuovo mercato del commercio in continua evoluzione. Nel mio ruolo potrò contare poi su uno staff di presidenza composto da 26 persone molto preparate e verranno fatte delle modifiche marginali. Ho intenzione di dare continuità al lavoro ben fatto dal mio predecessore Paolo Benasciutti che ha svolto un lavoro eccellente».
Il saldo delle chiusure è predominante rispetto alle aperture. Colpa solo della crisi?
«Mi piace poco parlare di crisi, è dal 2007 che se ne parla. Dobbiamo fare i conti con un nuovo aspetto economico e le imprese si devono attrezzare. Cercheremo di interpretare e guidare questi cambiamento cercando di essere vicini ai nostri associati. È importante lavorare insieme e stimolare gli imprenditori».
I rapporti con l’Ascom, non certo idilliaci, come saranno?
«Voglio rapportarmi in maniera serena e amichevole. Gli imprenditori non indossano magliette. Ci sono delle differenze, ma ci sono tanti temi condivisibili come la promozione del territorio. Gli imprenditore per investire devono avere certezze. Mano tesa all’Ascom quindi per il bene comune delle nostre imprese».
Qualcuno lamenta prezzi alti a Ferrara...
«Il problema a mio avviso non sono i prezzi, se va a vedere le principali destinazioni turistiche, può accorgersi che dai noi e in questo caso parlo anche di alberghi, ristoranti e negozi i prezzi sono calmierati, con grande sforzo da parte degli imprenditori».
Come mai ha accettato questa carica di presidente?
«Mi si è presentata questa opportunità di dare un contributo a tutte le categorie economiche che la Confesercenti rappresenta, mi piace lavorare per le piccole e medie imprese, in quanto è il mondo da dove provengo e capisco il lavoro quotidiano e instancabile degli operatori per mandare avanti la propria attività. La Confesercenti ha scelto di investire in un settore come il turismo, segno che crede molto in questo settore e non solo a parole. Il turismo è un elemento trainate per aiutare la nostra provincia a crescere».
Lei disse lo scorso anno che 400mila presenze turistiche all’anno per Ferrara sono un dato mediocre rispetto alle potenzialità della città?
«Confermo. L’obiettivo deve essere senz’altro il mezzo milione di presenze turistiche. Non ci si può accontentare di quota 400mila, dati di 12 anni fa. Ci sono molti progetti in giro per valorizzare il territorio, bisogna far lavorare le imprese che devono operare e prosperare, altrimenti i progetti muoiono dalla nascita».
Lei non è un commerciante nel senso tradizionale del termine, come intende confrontarsi con la base dell’associazione?
«Sono stato votato da tutte le categorie del commercio la mia attenzione sarà quindi dall’ambulante, al negoziante, alla ristorazione ai servizi. Sono settori che vivono grandi cambiamenti e bisogna attrezzarsi per operare in questo nuovo mercato del commercio in continua evoluzione. Nel mio ruolo potrò contare poi su uno staff di presidenza composto da 26 persone molto preparate e verranno fatte delle modifiche marginali. Ho intenzione di dare continuità al lavoro ben fatto dal mio predecessore Paolo Benasciutti che ha svolto un lavoro eccellente».
Il saldo delle chiusure è predominante rispetto alle aperture. Colpa solo della crisi?
«Mi piace poco parlare di crisi, è dal 2007 che se ne parla. Dobbiamo fare i conti con un nuovo aspetto economico e le imprese si devono attrezzare. Cercheremo di interpretare e guidare questi cambiamento cercando di essere vicini ai nostri associati. È importante lavorare insieme e stimolare gli imprenditori».
I rapporti con l’Ascom, non certo idilliaci, come saranno?
«Voglio rapportarmi in maniera serena e amichevole. Gli imprenditori non indossano magliette. Ci sono delle differenze, ma ci sono tanti temi condivisibili come la promozione del territorio. Gli imprenditore per investire devono avere certezze. Mano tesa all’Ascom quindi per il bene comune delle nostre imprese».
Qualcuno lamenta prezzi alti a Ferrara...
«Il problema a mio avviso non sono i prezzi, se va a vedere le principali destinazioni turistiche, può accorgersi che dai noi e in questo caso parlo anche di alberghi, ristoranti e negozi i prezzi sono calmierati, con grande sforzo da parte degli imprenditori».
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