«Finalmente, e non sia una Gad»
di Marcello Pulidori
Demolizione del Palaspecchi, parlano i residenti. Ottimismo diffuso ma anche qualche perplessità
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Ventotto anni, da quando cioè il Palaspecchi divenne un caso, non si spazzano via con una ruspa. O almeno, non soltanto con quella. Ieri mattina siamo andati nell’area residenziale vicino alla quale sorge questa “incompiuta” (il Palazzo degli Specchi, appunto) ferrarese. Tra i residenti c’è un cauto ottimismo, immerso in una soddisfazione complessiva che non può non esserci, davanti a lavori finalmente iniziati dopo anni ed anni di attesa. «Viene voglia di dire “finalmente” - risponde Paride Montanari - , anche se sarei prudente sui progetti annunciati e sui tempi. Non si sa mai. Però posso certamente dire che l’avvio dei lavori di demolizione è una buona cosa. Poi staremo a vedere».
«Bisognerà stare attenti - prosegue sulla falsariga del precedente intervistato Giovanni Bottoni, seduto su una panchina mentre il suo cagnolino gli gira intorno - sono contento che finalmente si inizi a muovere qualcosa. Il decoro della città, una città come Ferrara piena di arte e di cultura, va difeso a tutti i costi. Il decoro, soprattutto», sentenzia Bottoni.
«Questa è una zona bellissima - ci dice Alberta Turra - , io ho deciso di venire ad abitare a Ferrara dalla campagna. La situazione che per tanti anni ha caratterizzato questa zona, degradandola - aggiunge la Turra - ha fatto abbassare anche il valore delle case. É stato tutto un peggiorare, in ogni campo. Pensi che io vedo spesso bisce e topi vicino alla mia casa - dice ancora la donna indicando la strada in cui abita - e, mi creda, non sono visioni confortanti. Ci sarebbero tante cose da dire, anche sulla politica e su chi amministra. Meglio che mi fermi qui».
Mentre ci guardiamo attorno per capire ancora di più e meglio la situazione e per non perderci nulla, incontriamo anche un interlocutore illustre, il pittore e incisore ferrarese Vito Tumiati: «Finalmente - sussurra l’artista, accennando un sorriso - , speriamo sia la volta buona».
Dietro di lui, e come lui in bicicletta, c’è la signora Alba Braghetta. «Le mie idee sono ben chiare - dice Alba - , spero che la novità dell’avvio dei lavori sia il primo vento che cancelli questa bruttura». In un passato molto recente il Palaspecchi è stato anche riparo di sbandati, di persone senza fissa dimora, di spacciatori. Le chiamate di emergenza e gli interventi delle forze dell’ordine non si contano, così come non si contano i momenti di tensione vissuti e che hanno visto, su fronti opposti, residenti e “frequentatori abituali” del Palaspecchi. L’ultima, temporalmente, a finire sul taccuino è Marinella Marzola: «Con mio marito abitiamo in una casa qui vicino - ci dice Marinella - , la situazione la conoscete, e la speranza è che i lavori che oggi (ieri per chi legge, ndr) stiamo osservando con tanto interesse siano veramente risolutivi e spazzino via non solo le maceria ma anche tutto il carico di sospetti e situazioni “al limite” che in questi anni hanno purtroppo fatto tappa tra quei vetri rotti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Bisognerà stare attenti - prosegue sulla falsariga del precedente intervistato Giovanni Bottoni, seduto su una panchina mentre il suo cagnolino gli gira intorno - sono contento che finalmente si inizi a muovere qualcosa. Il decoro della città, una città come Ferrara piena di arte e di cultura, va difeso a tutti i costi. Il decoro, soprattutto», sentenzia Bottoni.
«Questa è una zona bellissima - ci dice Alberta Turra - , io ho deciso di venire ad abitare a Ferrara dalla campagna. La situazione che per tanti anni ha caratterizzato questa zona, degradandola - aggiunge la Turra - ha fatto abbassare anche il valore delle case. É stato tutto un peggiorare, in ogni campo. Pensi che io vedo spesso bisce e topi vicino alla mia casa - dice ancora la donna indicando la strada in cui abita - e, mi creda, non sono visioni confortanti. Ci sarebbero tante cose da dire, anche sulla politica e su chi amministra. Meglio che mi fermi qui».
Mentre ci guardiamo attorno per capire ancora di più e meglio la situazione e per non perderci nulla, incontriamo anche un interlocutore illustre, il pittore e incisore ferrarese Vito Tumiati: «Finalmente - sussurra l’artista, accennando un sorriso - , speriamo sia la volta buona».
Dietro di lui, e come lui in bicicletta, c’è la signora Alba Braghetta. «Le mie idee sono ben chiare - dice Alba - , spero che la novità dell’avvio dei lavori sia il primo vento che cancelli questa bruttura». In un passato molto recente il Palaspecchi è stato anche riparo di sbandati, di persone senza fissa dimora, di spacciatori. Le chiamate di emergenza e gli interventi delle forze dell’ordine non si contano, così come non si contano i momenti di tensione vissuti e che hanno visto, su fronti opposti, residenti e “frequentatori abituali” del Palaspecchi. L’ultima, temporalmente, a finire sul taccuino è Marinella Marzola: «Con mio marito abitiamo in una casa qui vicino - ci dice Marinella - , la situazione la conoscete, e la speranza è che i lavori che oggi (ieri per chi legge, ndr) stiamo osservando con tanto interesse siano veramente risolutivi e spazzino via non solo le maceria ma anche tutto il carico di sospetti e situazioni “al limite” che in questi anni hanno purtroppo fatto tappa tra quei vetri rotti».
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