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La giornata della sanità pubblica 

«La sanità privata vuole far profitti sulla nostra salute»

«La sanità privata vuole far profitti sulla nostra salute»

All’ospedale di Cona in occasione della Giornata mondiale della sanità pubblica, si è svolto un confronto aperto a studenti, cittadini, operatori del settore e volontari, promosso da Ferrara Open...

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All’ospedale di Cona in occasione della Giornata mondiale della sanità pubblica, si è svolto un confronto aperto a studenti, cittadini, operatori del settore e volontari, promosso da Ferrara Open Sanità, progetto di comunicazione condiviso dalle due aziende sanitarie. «La Costituzione tutela il diritto alla salute e ad accedere ai servizi anche a chi non può fare fronte alle spese - hanno detto in premessa gli organizzatori - eppure nel 2016 undici milioni di italiani hanno affermato di non aver fatto ricorse a cure necessarie, causa ostacoli economici. Mentre la spesa dei cittadini nel campo privato è aumentata del 3,2% rispetto al triennio 2013-15, raggiungendo i 34 miliardi e mezzo di euro». Tra gli altri è intervenuto Martino Ardigò, medico e ricercatore del Centro studi e ricerche in salute internazionale e interculturale (Università di Bologna): «Insistere solamente sulle prescrizioni normative e sul farmaco curativo porta a una medicalizzazione che non dà reali benefici e aumenta le spese. Bisogna ragionare diversamente rispetto al sistema precedente, quello tarato sui malati acuti, grazie a cui le grandi patologie sono state praticamente sconfitte. Servono piuttosto terapie specifiche, che contemplino gli aspetti ambientali e sociali, altrimenti - ha aggiunto - le disuguaglianze tra le persone si allargano: le competenze professionali sono tutte ancora da affinare su questo fronte». Melchiore Giganti, preside della facoltà di Medicina, ha rimarcato che «noi stiamo andando in quella direzione, tanto da avere cambiato nome, aggiungendo un termine come quello di “prevenzione”. Poi stiamo ponendo attenzione all’equità dell’offerta, anche se è vero che non va sottovalutata una questione generazionale, ossia la possibilità che gli anziani sottraggano risorse ai giovani, in termini di spesa sanitaria». L’appello internazionale alla base della giornata di ieri sottolineava che «sono in atto da diversi anni politiche tese a colpire i nuclei centrali del welfare e attaccare i beni comuni. Anche la salute e la sanità sono sottoposte ad attacchi e tagli di spesa pubblica che producono e favoriscono diseguaglianze nella tutela e nell'accesso alle cure. Contemporaneamente viene incentivato l'ingresso in sanità di gruppi privati, con un obiettivo chiaro: fare profitto sulla nostra salute».
Fabio Terminali

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