La Nuova Ferrara

Ferrara

caccia all'uomo

Magistrati in carcere per sentire Pajdek 

di Daniele Predieri
I funerali di Davide Fabbri, il barista ucciso a Budrio. Igor è fortemente sospettato di questo omicidio
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I funerali di Davide Fabbri, il barista ucciso a Budrio. Igor è fortemente sospettato di questo omicidio

L’assassino di Tartari vuole collaborare per catturare l’ex amico Igor, il sospetto killer di Budrio. Vertice tra carabinieri di Ferrara, Ravenna e Bologna

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FERRARA. Lo cercano ancora, nelle campagne tra Argenta e il Bolognese ma ormai sarebbe già all’estero: non si sa dove, ovvio, certo non in Russia, paese dal quale lui ha sempre detto di essere scappato perché disertore dell’esercito, uno sniper, tiratore scelto dei battaglioni d’assalto in Cecenia. E allora per trovare Igor Vaclavic, sedicente tale, nel senso che ancora oggi non c’è certezza nemmeno sul suo nome e sul suo passato, gli inquirenti si muovono come possono: ed uno dei tentativi è quello di usare Ivan Pajdek come possibile password nei segreti di Igor. Ecco allora - secondo quanto si è appreso - il pm Marco Forte, il magistrato che segue l’inchiesta sull’omicidio di Davide Fabbri, andare in carcere a Modena a trovare l’assassino di Pier Luigi Tartari che sta scontando la pena dei 30 anni, confermati mercoledì scorso (5 aprile)  per avere ucciso con crudeltà il pensionato di Aguscello.

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Il pm bolognese si è recato in carcere a Modena per ascoltare, in via confidenziale, quanto Ivan Pajdek aveva annunciato: «Se gli inquirenti vogliono sono disposto a collaborare, io conosco bene Igor Vaclavic». Mercoledì scorso, Ivan Pajdek, come si ricorda aveva lanciato il suo invito-appello ai giudici della Corte d’assise d’appello che gli hanno confermato la pena di 30 anni di carcere.. Perché Pajdek conosceva bene Igor, faceva parte della banda che ha messo a segno rapine nel Ferrarese, nell’estate 2015, prima dell’omicidio Tartari. Si erano messi insieme, Ivan e Igor, dopo avere trascorso in carcere diversi anni, insieme, all’Arginone. Una volta fuori, entrambi, nell’inverno 2015, si sono incontrati e poi mai più staccati. O almeno fino all’omicidio Tartari, delitto in cui non compare Igor Vaclavic.

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Pajdek così aveva riferito ai magistrati, conosce bene le persone che Igor frequentava. Conosce bene soprattutto i luoghi che ha sempre frequentato. O almeno quelli che risalgono a un anno e mezzo fa. Ma tra poco e niente di ciò che hanno in mano gli inquirenti, va bene anche qualcosa in più. Del resto è notizia di questi giorni che tanti detenuti che hanno vissuto in carcere con Vaclavic, si sono offerti di collaborare con gli inquirenti, creando lavoro e confusione. Per Pajdek è accaduto lo stesso. Igor ha fatto perdere le proprie tracce dopo l’omicidio Tartari, dopo che l’amico Ivan e gli altri furono arrestati. Igor del resto conosceva bene la Corte dei miracoli che girava attorno a Pajdek e Ruszo, conosce bene anche mamma Rosi, Ruzena Sivakova, e anche la casa di Aguscello perché - racconta Pajdek - si sarebbero recati lì diverse volte. E il fucile? Guarda caso un fucile da caccia venne rubato in casa Tartari, un fucile ha sparato a Consandolo (rapina della guardi giurata), un altro fucile è stato usato per l’assalto rapina al bar di Budrio e, riavvolgendo il nastro, un altro fucile ha sparato a Ravenna il 30 dicembre a Fosso Ghiaia, uccidendo una guardia giurata.

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Per gli inquirenti c’è una traccia che lega questi tre fatti. E un nome, Igor Vaclavic (chiunque esso sia, una stessa persona). E’ una traccia investigativa, perché da qualche parte si dovrà pur cominciare a cercare risposte. Tanto che a breve i vertici investigativi dei carabinieri di Bologna, Ferrara e Ravenna si incontreranno per incrociare idee, analisi, dati, indagini, accertamenti, testimonianze. Su tre fatti diversi su cui al momento indagano tre rispettive procure. Anche se tutti gli elementi portano a Igor. Ma servono prove, riscontri. Ancora non ci sono. Nemmeno lui, Igor il fantasma.
 

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