Nuova Carife targata Bper ecco le scelte dei modenesi
Attesa per le risposte sulla vendita e la vertenza integrativo dell’ad Vandelli Presenti i No Salvabanche: una recente sentenza viene incontro alle loro istanze
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Per capire di più sulle sorti di Nuova Carife bisogna essere presenti questa mattina, a partire dalla 9, nei locali della Fiera di Modena. Si tiene infatti l’assemblea annuale della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, la banca che ha acquistato l’istituto ferrarese, per approvare il bilancio 2016 ed eleggere otto nuovi amministratori. È la prima occasione pubblica per fare il punto sull’acquisizione, che dopo gli annunci del mese scorso è in attesa di una pletora di autorizzazioni per potersi definire compiuta: un interregno atteso, in quanto il presidente Roberto Nicastro ha parlato da subito di alcuni mesi prima di poter chiudere il dossier Nuova Carife, ma che sta comunque tenendo aperte diverse questioni di rilievo. C’è la trattativa sindacale per l’integrativo, sospeso da aprile e in attesa, appunto, del subentro di Bper: l’attuale direzione di corso Giovecca ha negato ai sindacati la proroga fino a fine anno delle voci ancora attive dell’integrativo, ed entro martedì ci dovrebbe essere l’incontro decisivo per evitare lo sciopero minacciato dopo l’assemblea della scorsa settimana. Bper non è ancora un interlocutore, per i lavoratori Carife, e quindi oggi non ci saranno rappresentanti ferraresi in assemblea: bisogna possedere azioni della banca per partecipare.
Nemmeno gli azzerati del No Salvabanche hanno titolo per entrare, ma stanno organizzando una presenza esterna per chiedere ai nuovi proprietari un’attenzione nei confronti, in particolare, degli ex azionisti: la recente sentenza della Corte d’appello di Bologna, che sposta su Nuova Carife i carichi giudiziari maturati dalla vecchia, sostengono di fatto le loro istanze.
Al di là delle affinità estensi care al ministro Franceschini, il peso di Ferrara in Bper è nullo. In cabina di regia della banca modenese, come testimoniano le scelte alla base delle liste per il rinnovo del Cda (8 nuovi consiglieri da eleggere), c’è l’alleanza tra i principali azionisti Unipol (5% circa), soci storici modenesi (5,8%) e Fondazione Banco di Sardegna (3%); poi ci sono i fondi, i quali strapperanno un posto nel Cda. A rispondere alle domande post-assemblea ci sarà l’amministratore delegato Alessandro Vandelli, un manager modenese con un percorso di formazione tutto Bper. Vedremo quale spazio riserverà a Nuova Carife.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nemmeno gli azzerati del No Salvabanche hanno titolo per entrare, ma stanno organizzando una presenza esterna per chiedere ai nuovi proprietari un’attenzione nei confronti, in particolare, degli ex azionisti: la recente sentenza della Corte d’appello di Bologna, che sposta su Nuova Carife i carichi giudiziari maturati dalla vecchia, sostengono di fatto le loro istanze.
Al di là delle affinità estensi care al ministro Franceschini, il peso di Ferrara in Bper è nullo. In cabina di regia della banca modenese, come testimoniano le scelte alla base delle liste per il rinnovo del Cda (8 nuovi consiglieri da eleggere), c’è l’alleanza tra i principali azionisti Unipol (5% circa), soci storici modenesi (5,8%) e Fondazione Banco di Sardegna (3%); poi ci sono i fondi, i quali strapperanno un posto nel Cda. A rispondere alle domande post-assemblea ci sarà l’amministratore delegato Alessandro Vandelli, un manager modenese con un percorso di formazione tutto Bper. Vedremo quale spazio riserverà a Nuova Carife.
Stefano Ciervo
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