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Si allungano i tempi per il recupero degli alloggi Acer 

di Samuele Govoni
Si allungano i tempi per il recupero degli alloggi Acer 

Portomaggiore, da rifare i tetti dei civici 8 e 10 di via Veneto Carrara: gli interventi sono più complessi e costosi

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PORTOMAGGIORE. Cambio di programma per gli abitanti dell’immobile situato al civico 8 di via Veneto a Portomaggiore. Se fino a un paio di giorni fa sembrava che le famiglie sarebbero potute rientrare nell’alloggio popolare entro il 25 aprile, ora pare che i piani siano cambiati. Il tempo di attesa potrebbe infatti dilatarsi di un paio di mesi visto che i lavori di rifacimento e consolidamento del tetto potrebbero interessare non più soltanto un’abitazione, bensì due; il civico 8 e il civico 10.
«Si tratta di due case attaccate e il proprietario dell’immobile situato al civico 10 ci ha chiesto di estendere gli interventi di ristrutturazione anche alla sua abitazione in modo da fare un cantiere unico. Questo - spiega Diego Carrara, direttore generale di Acer Ferrara - ovviamente dilata tutti i tempi. Stiamo riadattando il progetto, stiamo facendo un nuovo preventivo da sottoporre al proprietario dell’immobile attiguo e se tutto verrà approvato procederemo con l’accantieramento». Attualmente il preventivo di spesa, per il rifacimento di entrambi i tetti, si aggira attorno ai 68/69mila euro; ora, bisogna capire se il proprietario della casa di via Veneto è interessato a sostenere parte di una spesa di questo tipo. «Noi ci occuperemmo della nostra parte e lui della sua - spiega Carrara - solo che invece di fare due cantieri in due momenti ne faremmo uno unico. Se tutto andrà in porto, già la prossima settimana potremo avviare le pratiche per effettuare gli interventi e così, nel giro di un paio di mesi tutto sarebbe di nuovo agibile. È scontato dire che - continua il direttore generale di Acer Ferrara - se i lavori si dovessero concludere in tempi più rapidi, saremmo ben felici di dare le chiavi agli inquilini».
Inquilini che quindi dovranno prolungare la loro permanenza nell’albergo di Portomaggiore di altri sessanta, settanta giorni. Trovare un’altra soluzione abitativa per sopperire all’emergenza sarebbe «ora come ora troppo complicato».
«Ci scusiamo con gli inquilini a cui chiediamo di stringere ancora i denti ma almeno - conclude Carrara - quando torneranno nella casa, l’immobile sarà a posto e ristrutturato e gli abitanti non dovranno subìre l’ingombro di un altro cantiere attaccato alla porta».
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