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Ferrara, Igor intercettato in auto scappa a piedi nei campi

di Daniele Predieri
Ferrara, Igor intercettato in auto scappa a piedi nei campi

Dopo il nuovo fatto di sangue il bandito è stato avvistato a Marmorta. Attesi i corpi speciali dei carabinieri per stanarlo. La zona è off limits

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Una vita scappando da tutto, ora dalla morte che ha seminato, prima a Budrio, ieri sera ad Ostellato. Sempre in fuga, Igor Vaclavic, ieri sera dal Mezzano via verso Molinella, il Bolognese, nella zona che da tempo sembra abbia frequentato assiduamente. In fuga a bordo di una Fiat Fiorino bianca, rubata a Molinella nei giorni scorsi, l’auto che è stata vista scappare da Marco Ravaglia in fuga.

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Poi, la fuga verso il Bolognese. E dietro di lui, a quel Fiorino bianco, si infilano decide di pattuglie dei carabinieri che vengono convogliate tra Molinella e l’Argentano. L’auto di Igor lo “slavo” (leggi articolo nell’altra pagina) viene intercettata: qui la ricostruzione del fatto diverge e vengono amplificati o distorti diversi dettagli.

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Blocca l’auto e scappa
Quello più verosimile è che le pattuglie lo seguano a distanza di sicurezza, per evitare un contatto, per evitare l’irreparabile, ciò che già successo. Altri fonti indicano che vi possa essere stato un contatto, uno speronamento e poi l’abbandono dell’auto, ma c’è anche chi dice che siano stati sparati colpi.

Non si a chi e in quale direzione. L’unica certezza è che Igor lo slavo abbandona l’auto nei pressi di Marmorta, in via Spina e qui si infila nell’area naturalistica di Marmorta. Un dedalo di aquitrini, boscaglia, sotto bosco. Probabilmente un’area che lui conosce benissimo, che forse è stato il suo covo in tutti questi giorni, nell’ultima settimana poichè a metà strada tra l’Argentano e Molinella, Budrio dove avrebbe ucciso sabato scorso e dall’argentano, dove a Consandolo aveva rapinato la guardia giurata derubandolo della pistola d’ordinanza.

Dentro l’oasi di Marmorta
Igor si infila dentro l’oasi di Marmorta. Per fortuna è lontano da centri abitati, non occorre mettere in sicurezza la popolazione, tuttavia tutta la zona viene bloccata.

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Decine di carabinieri bloccano accessi e vie d’uscita. Arrivano le cellule fotoelettriche dei vigili del fuoco per illuminare a giorno l’area, dove è scappato a piedi, facendo perdere le sue tracce. Igor - o chi per lui, visto che gli inquirenti spiegano non esservi certezza sia davvero lui - è braccato, è in corso nella zona un rastrellamento, e tarda sera vengono annunciate anche le forze speciali dei carabinieri. Mentre sono stati mobilitati gli operatori dell’emergenza in provincia e in tutti gli ospedali in relazione ai possibili sviluppi delle ricerche.
La caccia all'uomo si fa difficile da subito e per ogni ora che passa: l’oasi di Campotto è una zona umida valliva, con vari specchi d'acqua paludosi, dove far perdere le tracce. Come era già accaduto in passato, visto che lo stesso Igor aveva confessato ai carabinieri che lo arrestarono nel 2010 di essersi nascosto immergendosi nelle acque di un canale, in pieno novembre, per sfuggire ai militari, con la tecnica alla Rambo, respirando con la cannuccia.
Faceva Rambo nei canali
Ma di Rambo, Igor Vaclavic sembra aver ben poco oggi, di quella estrazione militare, quella formazione da truppe d’assalto che vantava con chi aveva di fronte, avvocati o carabiniere negli anni passati. Le ricerche sono durate tutta notte, le ore sono passate scandite da una spasmodica attesa. In attesa di un eventuale passo falso di Igor. Che ancora è braccato. Gli inquirenti per tutta la serata fino a notte tarda sono stati blindatissimi imi, per non far trapelare nulla: tutta la zona dei Marmorta è off-limits, limitazione nell’area e tanta paura. Anche perchè a tarda sera non si sapeva ancora con certezza se Igor fosse ancora armato oppure no. Di quale arma non si sa: la pistola Smith&Wesson rubata a Consandolo, il fucile usato a Budrio o anche quello a Ravenna, Fosso Ghiaia, dove Igor aveva ucciso ancora. Tutti i militari sono armatissimi, giubbotto antiproiettile. A tarda sera si sparge la voce che stanno arrivando i Gis da Livorno, i gruppi di intervento speciali: militari che sanno cosa fare, davanti a persone come Igor lo slavo. Tanto che un inquirente a tarda sera commenta: «se arrivano loro, sicuramente non ci sarà nessuno processo». L’allusione non ha bisogno di spiegazione.
 

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