nuove alleanze
Management riconfermato E Unipol si rafforza
MODENA. Tanti particolari avvicinavano l’atmosfera dell’assemblea della Popolare dell’Emilia Romagna a quelle della vecchia Carife, nell’era Santini-Murolo e poi nel pre-commissariamento. Gli enormi...
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MODENA. Tanti particolari avvicinavano l’atmosfera dell’assemblea della Popolare dell’Emilia Romagna a quelle della vecchia Carife, nell’era Santini-Murolo e poi nel pre-commissariamento. Gli enormi ambienti della Fiera, che si assomigliano un po’ tutti, poco riempiti da un numero di azionisti ridotto rispetto agli spazi (ieri il modenese Vandelli si compiaceva di un’affluenza superiore al 40%, notevole per una spa, ma nelle assemblee dove una testa valeva ancora un voto erano molti di più); il conoscersi un po’ tra tutti, i maggiorenti locali seduti nella prima fascia di platea e i consiglieri, che ne sono espressione; il voto plebiscitario a favore dei bilanci, dopo pochissimi interventi. Anche il guastafeste di turno, nel caso dei modenesi il poliedrico avvocato Gianpiero Samorì, che ieri insisteva nel richiedere l’indebitamento dei partecipanti al patto di sindacato nei confronti della banca, e ha invitato a votare la lista 2 dei fondi, tutto sommato fa parte del copione di assise del genere. Per la cronaca, ha vinto la lista 1, presentata dall’attuale consiglio di amministrazione con il 70,94%.
Come ha ripetuto anche l’ad Vandelli, però, quella di ieri è stata un’assemblea transitoria, la prima dalla trasformazione in società per azioni, e dall’anno prossimo l’atmosfera cambierà. Il peso dei fondi internazionali si farà sentire anche sul nuovo Cda, che durerà tre anni invece dei dodici mesi di quello appena rinnovato parzialmente. Bisognerà vedere quali alleanze i soci storici modenesi riusciranno ad aggregare per varcare il 20-25% di capitale sufficiente a garantire stabilità alla governance. Il ruolo di Unipol, il colosso delle assicurazioni, sembra destinato a crescere e già ieri non è stato trascurabile, nel suo schierarsi a fianco del patto di sindacato. Dentro ai giochi anche la Fondazione Banco di Sardegna, azionista di peso intenzionato, stando ai rumors, a rivendicare maggiore presenza. «Restate sul territorio» è l’invocazione rivolta ai manager storici. Già sentita anche questa, dalle nostre parti.
Come ha ripetuto anche l’ad Vandelli, però, quella di ieri è stata un’assemblea transitoria, la prima dalla trasformazione in società per azioni, e dall’anno prossimo l’atmosfera cambierà. Il peso dei fondi internazionali si farà sentire anche sul nuovo Cda, che durerà tre anni invece dei dodici mesi di quello appena rinnovato parzialmente. Bisognerà vedere quali alleanze i soci storici modenesi riusciranno ad aggregare per varcare il 20-25% di capitale sufficiente a garantire stabilità alla governance. Il ruolo di Unipol, il colosso delle assicurazioni, sembra destinato a crescere e già ieri non è stato trascurabile, nel suo schierarsi a fianco del patto di sindacato. Dentro ai giochi anche la Fondazione Banco di Sardegna, azionista di peso intenzionato, stando ai rumors, a rivendicare maggiore presenza. «Restate sul territorio» è l’invocazione rivolta ai manager storici. Già sentita anche questa, dalle nostre parti.
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