Non chiamatelo “russo” Viene dalla ex Jugoslavia
Storia di Igor Vaclavic, 41 anni da oltre 10 in Italia come irregolare e clandestino Gli inquirenti solo ora scoprono la sua vera identità con una decina di nomi falsi
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Non è russo, ma sarebbe nato nell’ex Jugoslavia, si chiamerebbe realmente Igor Vaclavic, anche sul suo conto sarebbero stati indicati una decina di alias, nomi falsi e di comodo, a seconda di luoghi e circostanze. E soprattutto non sarebbe un ex soldato. Solo ora, dopo 10 anni che il suo nome si ripete in atti giudiziari, processi, condanne, espulsioni e tanto altro, solo ora gli inquirenti - quelli bolognesi, in questi giorni, da quanto si apprende - hanno compiuto delle verifiche sul conto di Vaclavic Igor che diceva di essere nato a Taskent, ex Russia, oggi Uzbekistan. Niente di tutto questo. Ma ci sono voluti tre morti (tra Ravenna, Budrio e Ostellato, ieri sera), due persone quasi ammazzate (Consandolo e Ostellato), decine e decine di rapine in giro per il Ferrarese (nel 2007 tra il Rodigino e l’Argentano, nel 2010, ben sei rapine nella zona di Argenta e infine nell’estate del terrore 2015, prima dell’omicidio Tartari) per sapere almeno chi si ha di fronte: un Rambo spietato che anni fa rapinava e minacciava senza toccare le sue vittime - questo risulta , ora invece, ricercato e braccato uccide senza pietà. Riavvolgendo il nastro della sua vita italiana, Igor Vaclavic fa la sua comparsa in Italia prima del 2005: poi si saprà, così dirà ad avvocati e carabinieri che poi lo arresteranno, che è un ex soldato della fanteria russo, un “cecchino”, uno “sniper”, tiratore scelto. Che sarebbe scappato dai paesi ex sovietici in Italia alla ricerca di una nuova vita, pulita e tranquilla. Qui, in Italia prima di finire sui verbali di arresto, così dice lui, svolge lavori normali, anche come operaio, ma viene licenziato ed inizia a rubare: agli inquirenti che lo arrestano varie volte dice: «Sono dispiaciuto non voglio far male, rubo per mangiare».
I primi colpi per cui viene arrestato risalgono al 2007: dopo aver messo a segno 5 rapine vestito da “guerriero ninja”, tra Consandolo, Ostellato, Portomaggiore e nel Polesine viene arrestato dai carabinieri di Rovigo: è il maggio 2007, Igor ha 31 anni. Sulla scena delle rapine si presenta abbigliato come un ninja, armato di arco e frecce (faretra sulle spalle e coltello legato alla gamba) ed entrava in azione di notte. Ai carabinieri che lo prendono e gli chiedono perché fosse armato di arco e frecce dice: «Siete stati fortunati, ma anche bravi. In Russia la polizia è cattiva».
Esce dal carcere nel settembre, dopo aver scontato tre anni di carcere (e in mano ha la prima espulsione firmata dal questore di Rovigo). Poi diventa il terrore dell’Argentano: da ottobre a novembre, prima di esser di nuovo arrestato, mette a segno diverse rapine (sei quelle contestate) , una ai danni del sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini. Non è più vestito da Ninja, ma rapina le sue vittime armato di un’ascia, volto coperto da casco da motociclista e lo fa sempre in ore serali o notturne: di giorno dorme.
Viene condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi, ma esce prima nel maggio 2015, in «liberazione anticipata» per buona condotta. Fuori dal carcere dell’Arginone, ritrova gli ex compagni di cella, tra cui Ivan Pajdek. Con lui mette a segno (con loro anche Patrik Ruszo), mette a segno tre rapine, a Mesola, Coronella e Villanova, per cui ora e ricercato ed è sotto processo (udienza il 13 luglio). Dopo l’estate 2015, scompare, per lui viene emesso un Mae, mandato arresto europeo: per questo lo cercano da un anno e mezzo, e secondo gli inquirenti è spuntato di nuovo dalla settimana scorsa, prima con la rapina a Consandolo della guardia giurata poi nell’omicidio di Budrio: ma su questi due casi servono riscontri, e i dubbi dopo la tragedia di Ostellato e la sua possibile cattura potranno essere spiegati.
(d.p.)
I primi colpi per cui viene arrestato risalgono al 2007: dopo aver messo a segno 5 rapine vestito da “guerriero ninja”, tra Consandolo, Ostellato, Portomaggiore e nel Polesine viene arrestato dai carabinieri di Rovigo: è il maggio 2007, Igor ha 31 anni. Sulla scena delle rapine si presenta abbigliato come un ninja, armato di arco e frecce (faretra sulle spalle e coltello legato alla gamba) ed entrava in azione di notte. Ai carabinieri che lo prendono e gli chiedono perché fosse armato di arco e frecce dice: «Siete stati fortunati, ma anche bravi. In Russia la polizia è cattiva».
Esce dal carcere nel settembre, dopo aver scontato tre anni di carcere (e in mano ha la prima espulsione firmata dal questore di Rovigo). Poi diventa il terrore dell’Argentano: da ottobre a novembre, prima di esser di nuovo arrestato, mette a segno diverse rapine (sei quelle contestate) , una ai danni del sindaco di Argenta, Antonio Fiorentini. Non è più vestito da Ninja, ma rapina le sue vittime armato di un’ascia, volto coperto da casco da motociclista e lo fa sempre in ore serali o notturne: di giorno dorme.
Viene condannato alla pena di 5 anni e 4 mesi, ma esce prima nel maggio 2015, in «liberazione anticipata» per buona condotta. Fuori dal carcere dell’Arginone, ritrova gli ex compagni di cella, tra cui Ivan Pajdek. Con lui mette a segno (con loro anche Patrik Ruszo), mette a segno tre rapine, a Mesola, Coronella e Villanova, per cui ora e ricercato ed è sotto processo (udienza il 13 luglio). Dopo l’estate 2015, scompare, per lui viene emesso un Mae, mandato arresto europeo: per questo lo cercano da un anno e mezzo, e secondo gli inquirenti è spuntato di nuovo dalla settimana scorsa, prima con la rapina a Consandolo della guardia giurata poi nell’omicidio di Budrio: ma su questi due casi servono riscontri, e i dubbi dopo la tragedia di Ostellato e la sua possibile cattura potranno essere spiegati.
(d.p.)
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