PSICOSI come ai tempi di valEriano forzati
Armi in pugno anche a Ferrara
Ormai scatta la psicosi di Ezechiele- Igor. Il criminale in fuga dopo gli omicidi di Budrio e Portomaggiore è avvistato un po’ ovunque. Ieri ci sono state in provincia varie segnalazioni della...
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Ormai scatta la psicosi di Ezechiele- Igor. Il criminale in fuga dopo gli omicidi di Budrio e Portomaggiore è avvistato un po’ ovunque. Ieri ci sono state in provincia varie segnalazioni della possibile presenza di Vaclavic. Anche a Ferrara nel sottomura di via Baluardi qualcuno ha notato un soggetto che poteva avere i requisiti del fuggitivo e ha chiamato le forze dell’ordine. Immediatamente c’è stato un concentramento di uomini e mezzi della polizia che hanno effettuato i doverosi controlli per tutelare la cittadinanza. Falso allarme, tra il sollievo dei presenti, dopo aver visto i poliziotti armati e protetti con il giubbotto antiproiettile. Ovviamente la cittadinanza è invitata a segnalare presenze sospette, ma ultimamente sorge un po’ di psicosi, per la paura di trovarsi faccia a faccia con l’assassino armato. Come la psicosi che colpì sempre i ferraresi nel febbraio del 1989, quando il killer Valeriano Forzati freddò all’interno del night club “Laguna Blu” di Bosco Mesola tre persone per poi ucciderne una quarta in auto durante la fuga. In quei giorni la paura era tanta anche perché non si conoscevano le intenzioni del killer dopo il massacro compiuto.In questo caso il sospiro di sollievo arrivò solo tredici mesi dopo quando il 6 marzo 1990 lo stesso Forzati telefonò a carabinieri di Mesola, forse stanco della latitanza e disse «sono a Buenos Aires, venitemi a prendere». Fu arrestato e tradotto in carcere In Argentina. Tre anni dopo, prima dell’estradizione, uccise una guardia e venne ucciso in circostanze mai chiarite.
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