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Il Killer è stato a un passo dalla cattura: ma i carabinieri non potevano sparare

Daniele Predieri
Il Killer è stato a un passo dalla cattura: ma i carabinieri non potevano sparare

Il serbo sabato dopo gli spari contro le guardie fu fermato alla guida, ma scappò a piedi nei campi. Il procuratore Cherchi: «Nessun conflitto a fuoco, sarebbe stato un rischio grosso»

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FERRARA. «Il problema adesso è solo trovarlo»: tutto il resto, la storia che si dipana da giorni su Igor Vaclavic/Ezechiele Norbert Feher non interessa, al momento. Non può interessare, soprattutto la procura di Ferrara, il procuratore capo Bruno Cherchi: «Cosa è questa storia di Ezechiele?» chiede subito incontrando i giornalisti. «Ho visto che si parla di due nomi, a noi però interessa solo una persona fisica (ossia chi ha fatto cosa, ndr), quando verrà trovata, verificheremo tutto il resto».

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La pressione sulla caccia a Igor/Ezechiele arriva anche qui, negli uffici di via Mentessi, sede della procura cittadina, dove Cherchi e il pm Ciro Savino hanno emesso un fermo (provvedimento di arresto) contro Igor Vaclavic, russo, per l’omicidio di Valerio Verri, mentre i colleghi della procura di Bologna hanno fatto altrettanto con un altro arresto per l’omicidio di Davide Fabbri, il barista di Budrio, ucciso una settimana fa, ma formalmente contro la stessa persona, con l’altra identità di Igor, Ezechiele Norbert Feher, serbo.

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Igor/Ezechiele non è stato ancora trovato: però, procuratore Cherchi, Igor o chi per lui era già stato fermato l’altra sera, perché non è stato bloccato?


Non allarga le braccia, Cherchi, ma poco ci manca: «Innazitutto posso escludere - spiega - che vi siano stati conflitti a fuoco durante la fuga, nessuno ha sparato. Dopo il delitto del Mezzano, i carabinieri hanno intercettato l’auto del fuggitivo, e una volta che si è fermato (in via Spina, a Marmorta, scappando poi a piedi, ndr), nessuno dei carabinieri presenti ha sparato perché non c’erano le condizioni di sicurezza per poterlo fare».

La scena è quella di sabato sera, nel Mezzano, Ostellato, quando Igor/Ezechiele si è da poco lasciato dietro un morto (la guardia Valerio Verri) e un ferito grave (Marco Ravaglia). Scappa con un Fiorino, lo braccano, lo intercettano le gazzelle dei carabinieri, stanno per bloccarlo, lo fermano, a Marmorta. Ma nessuno gli impedisce di scappare a piedi; nessuno gli ha sparato a gambe, piedi, in aria. Niente.

«Non c’erano le condizioni di sicurezza per sparare», ripete ufficialmente Cherchi. Perché Igor/Ezechiele è pericoloso, è armato. Inutile - queste le disposizioni degli altri vertici degli inquirenti - rischiare di allungare la scia di sangue. Così, da allora, da quel momento è partita la caccia all’uomo, che dura ormai da più di 48 ore: «E’ una zona piena di paludi, boscaglia, gli è congeniale: ieri (domenica, ndr) i cani molecolari hanno trovato il suo rifugio, giaciglio, dove probabilmente era stato fino a diversi giorni fa». Ma non potrebbe avere la copertura di qualcuno? «Occorre ragionare che se una persona vive all’addiaccio e mangia carote o altro da rubare in giro, non certo può averla».

Però di questa lunga storia, c’è sempre l’inizio che stride: non si poteva evitare catturandolo prima, cercandolo, visto che ha a suo carico un mandato di arresto europeo? «E’ stato cercato ed è stato fatto il possibile: il suo profilo è stato diramato in tutta Italia e in Europa, il vero problema, come si riscontra in queste ore, è trovarlo».

Igor/Ezechiele, in realtà è sempre stato un fantasma, viste le sue identità. E’ ricercato dall’estate scorsa quando a suo carico procura e tribunale emettono l’ordine di cattura. Ma per catturare qualcuno, occorre prima identificarlo, poi individuarlo. E oggi più che mai, al di là della sua reale identità o a paese di origine, sta dando dimostrazione della difficoltà di fermarlo. E soprattutto mostra una preparazione militare - o criminale - che preoccupa tanti.

Lo ammette lo stesso Cherchi soffermandosi sul fatto che se i carabinieri non hanno sparato sabato sera è perché si aveva, e si ha, consapevolezza che Igor/Ezechiele sa usare le armi in modo micidiale. «Quello che è successo nel Mezzano con la morte di una guardia ecologica e il ferimento dell’altra lo conferma: Igor è uscito dall’auto sparando, senza dare la minima possibilità di azione ai due agenti che non gli avevano nemmeno chiesto i documenti».

Anzi, aggiunge Cherchi, sottolineandone la spietata preparazione: «Ha sparato muovendosi, verso il casolare», ossia con una sicurezza estrema, sparando 5 volte con la pistola, in movimento; chi non ha mai usato armi deve sapere che è difficilissimo colpire un bersaglio in tali condizioni. Igor/Ezechiele lo ha fatto colpendo tre volte Ravaglia, ferendolo, e due Verri, uccidendolo sul colpo. Dunque si può immaginare quale fosse la situazione sabato sera a Marmorta, davanti ad un fuggitivo con due pistole e tre caricatori con sé.


Ora, la caccia a Igor è delegata a chi sa muoversi in situazioni difficili: i reparti speciali dei Cacciatori di Calabria, Tuscania, Gis, Uopi antiterrorismo della Polizia, parà. Perchè, chiude Cherchi con reale concretezza e parole che non lasciano presagire nulla di ottimistico: «chi sta fuggendo ha dimostrato di non aver intenzione di arrendersi».

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