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Portoverrara piange Valerio uomo onesto

Portoverrara piange Valerio uomo onesto

La famiglia sconvolta. Le parole di don Raffaele: la comunità è vicina

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PORTOVERRARA. In paese la gente lo conosceva di vista, così come ci si conosce nei posti piccoli di provincia. Ci si vede per strada, ci si saluta, due chiacchiere al bar, qualche battuta e poi ognuno per la sua strada. Nei paesi è così. E anche a Portoverrara, davanti alla morte di Valerio Verri, molti sono attoniti, spiazzati, senza parole.

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«Lo conoscevamo perché qua in paese ci si conosce tutti - dice un uomo seduto all’esterno di uno dei due bar del paese -. Valerio però, non era uno che frequentava spesso il bar e la piazza, stava un po’ fuori dal centro e soprattutto, era sempre molto impegnato con le sue attività di volontariato». È la domenica delle palme e la gente esce dalla chiesa brandendo un ramoscello d’ulivo.

Don Raffaele Szarek, prima di recarsi in un’altra delle cinque parrocchie di cui si occupa, afferma: «Oggi (ieri per chi legge, ndr) si celebra la liturgia della passione di Gesù Cristo, ma è drammatico riscontrare che quello che è successo 2mila anni fa, si verifica anche oggi. Il volto di Cristo è espresso nei volti dei fratelli dei giorni nostri, dall’orrore delle bombe chimiche, all’abuso contro la libertà personale, alla violenza, togliendo la vita, il dono di Dio. Si sono superati tutti i limiti».

Sono durissime le parole di condanna di don Raffaele, all’indomani della tragedia consumatasi nel Mezzano. Il parroco tuttavia, in un momento di così grande sconforto per la comunità intera, fa appello ai valori della famiglia, dell’unità e della coesione, per affrontare il dramma che ha colpito tutti e non solo la famiglia ed i parenti di Valerio Verri.

«Ho invitato la comunità a portare sostegno e vicinanza alla famiglia, pur rispettando il dolore di chi è stato travolto da una tragedia così grande e improvvisa. Andrò - prosegue il parroco - anch’io a portare il mio affetto e la mia vicinanza. Questa comunità, piccola ma unita da un’identità fatta di campagna, valori semplici e onestà, sta soffrendo e ha paura; bisogna ritrovare ciò che si è perso, il rispetto verso la vita e verso il prossimo, senza fingere che tutto vada bene».


L’autopsia sul corpo di Valerio Verri sarà effettuata mercoledì. L’uomo, 62 anni, è stato barbaramente ucciso sabato sera nel Mezzano, durante un servizio di vigilanza ecologica con l’agente di Polizia provinciale Marco Ravaglia; attualmente ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena.


La salma dell’uomo, intorno all’una di notte di domenica, è stata trasportata dall’impresa di pompe funebri Tenani di San Giovanni di Ostellato, presso l’istituto di medicina legale dell’ospedale di Cona. Lo strazio dei familiari è palpabile in via Cavallarola, dove Valerio Verri viveva. Un capannello di amici, parenti e vicini chiede di non interferire con il dolore e di rispettare il triste e improvviso sconforto.

«Non ce la sentiamo di parlare - riferisce il figlio Emanuele chiuso nel dolore -, ancora non sappiamo cosa sia successo e non possiamo neppure andare alla medicina legale. Attendiamo che ci dicano qualcosa».

La salma di Verri resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria, sino a quando il Pm non concederà il nulla-osta per lo svolgimento dei funerali. Intanto domenica mattina tanti, tra vicini di casa, amici e parenti hanno voluto testimoniare di persona il loro cordoglio a Silvia, la vedova di Verri e ai figli Francesca ed Emanuele. Anche il sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli si è recato dalla famiglia per unirsi al lutto ma in quella circostanza ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione, affidando poi, alle 19 di ieri (ovvero a 24 ore di distanza dai tragici eventi) i suoi pensieri al diario della sua pagina Facebook.

Commosso anche il ricordo del presidente del circolo Delta Legambiente, Marino Rizzati, il quale rileva che «Valerio non era un Rambo, ma una persona garbata, silenziosa, distinta e precisa. È stato un colpo terribile per tutti noi, apprendere sabato sera la notizia della sua morte, per mano violenta, mentre stava tutelando l’ambiente, un’attività che aveva particolarmente cara».

Domenica mattina Rizzati e altri membri del circolo sono stati a casa Verri, trascorrendo due ore con i figli dell’amico scomparso. «Abbiamo parlato di Valerio, di com’era e di cosa amava fare. I figli sono sconvolti e frastornati».

Al cordoglio locale, si unisce quello di Legambiente Nazionale, attraverso la presidente Rosella Muroni e quello della Funzione Pubblica Cgil di Ferrara, attraverso il segretario generale Natale Vitali.

«È una di quelle giornate che faremo fatica a cancellare - dichiara Vitali -. Non ci sono parole per alleviare il dolore della famiglia della vittima, alle quali la Funzione Pubblica Cgil provinciale esprime sincero cordoglio. Mentre Marco lotta per la sua vita, i colleghi delle forze dell’ordine stanno, mettendo a repentaglio la propria vita, - prosegue Vitali -,cercando di mettere fine alla fuga dell’assassino. Spesso si tende, a torto, a non dare valore al lavoro dei tanti agenti, municipali, provinciali, della Polizia di Stato, di carabinieri, finanza, guardie volontarie. I nefasti fatti del giorno mostrano il delicato ruolo che svolgono a presidio del territorio ed a garanzia della sicurezza di noi tutti. Un grande in bocca al lupo a Marco ed alla sua famiglia, un abbraccio alla famiglia dell’agente volontario ucciso».


Katia Romagnoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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