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Barbabietole, come affrontare la sfida del mercato europeo 

Barbabietole, come affrontare la sfida del mercato europeo 

Brognara (Confagricoltura): aumentare la produttività con pratiche colturali rispettose della tutela ambientale 

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«Aumentare la produttività è l’imperativo per accrescere la competitività delle nostre imprese nei confronti dei principali competitor europei». Questo l'incipit di Alessandro Brognara, il quale fornisce una panoramica della campagna bieticolo-saccarifera 2017. Brognara, presidente della sezione Bieticola di Confagricoltura Ferrara, consigliere di amministrazione di Coprob, membro del Club territoriale della barbabietola, nonché consigliere di amministrazione di Apora in Orogel, nella sua azienda coltiva a rotazione barbabietola da zucchero, grano duro di filiera e soia Edamame. «Quella trascorsa è stata una campagna con il segno più per la produzione di barbabietole e l'intera filiera; per l'annata in corso confidiamo nelle condizioni climatiche favorevoli. Fino a ora la stagione ha favorito le semine anticipandole nella media e questo è già stato un vantaggio in termini produttivi, ma il continuo persistere della siccità sta creando qualche problema per alcune semine tardive e nella partenza di quelle che sono state seminate prima, che ora avrebbero bisogno di acqua. Se non ci saranno grosse problematiche legate alla stagione, finiti i tempi di semina, i fondamentali per raggiungere la produttività dal punto di vista agronomico saranno l’irrigazione e il controllo della cercospora». «Coprob è il primo produttore di zucchero 100% italiano - ricorda Brognara - con gli impianti di Minerbio e Pontelongo trasforma 32.500 ha di barbabietole, dei quali 6.200 ha coltivati nella nostra provincia. Quest'anno sarà riaperto anche lo zuccherificio di San Quirico di Sadam Eridania che accoglierà 5/6000 ha. Dal punto di vista del prezzo dello zucchero questo è un momento abbastanza positivo, in quanto da alcuni mesi il prezzo è aumentato del 20-25% dopo che negli ultimi 2 anni avevamo assistito al crollo del prezzo mondiale dello zucchero. La chiusura dell'annata 2016 è stata ottima per le aziende che hanno lavorato seguendo i disciplinari che da due anni stiamo portando avanti. Se vogliamo salvare la filiera dello zucchero italiano, anche in vista del settembre 2017 quando, come stabilito in ambito europeo, verranno liberalizzate le quote di produzione zucchero, abbiamo il dovere di divulgare il più possibile una nuova metodologia che ci permetta di ottenere una resa produttiva sempre maggiore. In sostanza un approccio diverso con un attento controllo della coltivazione a 360 gradi e la messa a punto e promozione delle pratiche colturali compatibili con le esigenze di tutela ambientale: ciò che definiamo Bieticoltura 4.0. Coprob ha approfondito nuove tecniche agronomiche che ora necessitano di ampia divulgazione; attraverso l'attività dei Ctb (Club territoriali della bietola), le produzioni ottenute nelle circa 120 aziende che ne fanno parte si sono attestate attorno alle 12 ton di saccarosio per ettaro con punte anche di 15 ton/ha. Dimostrazione di quanto, con applicazione, metodologia e tempestività nelle operazioni colturali, sia possibile raggiungere produzioni ben al di sopra delle medie storiche».
Andrea Tebaldi

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