Don Antonio a Igor/Ezechiele: basta, costituisciti
Il cappellano del carcere e i catechisti si rivolgono all’ex corista
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FERRARA. «Davanti a tanto orrore, generato dalla distruzione di vite umane nel dispiegarsi della loro quotidianità ci chiediamo di quale mistero di iniquità sia capace l’animo umano. E dalle notizie apprese dalla stampa questi avvenimenti riguardare te, Igor». Inizia così l’appello che il cappellano del carcere di Ferrara, don Antonio Bentivoglio, insieme ai catechisti dell’Arginone, rivolge all’ex detenuto ed ora ricercato numero 1 in Italia. Quell’Igor che lui battezzò in carcere con il nome di Ezechiele.
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«Ci sono centinaia di persone - scrive don Antonio - con famiglie a casa, che ora mettono a repentaglio la loro vita e a rischio i loro affetti per fermare questo orrore, per fermare te. Ci siamo conosciuti in carcere dove abbiamo condiviso un luogo di verità e di perdono che si chiama Chiesa».
«Questo bene può essere negato? Evidentemente tu lo stai negando. E quindi é stato tutto inutile? Assolutamente no, perché rimane in ogni istante la possibilità di ripresa. Noi ti chiamiamo fratello, e per sempre, e ti chiediamo di consegnarti ed evitare altre irreparabili tragedie e scontri. In nome di questa indistruttibile dignità, che nasce dal sacrificio di Cristo per ogni uomo, ti supplichiamo: costituisciti e reintegrati in una compagnia ecclesiale piena di accoglienza e di perdono. Nemmeno tu sei fatto per il male perché Dio ti ha creato per il bene, per amare e essere amato. Il male e il dolore che hai causato alle vittime, alle loro famiglie, e a tutta la nostra popolo gente, non sarà recuperabile, ma ti scongiuriamo di riaprire la tua vita al mistero di Cristo presente nella Chiesa».
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