Dramma terremoto da non dimenticare
Bondeno, nasce un centro documentazione in biblioteca Raccolte foto, racconti, articoli di giornale e testimonianze
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BONDENO. Esistono diversi momenti in cui la memoria collettiva fa riaffiorare i fantasmi di quella notte del 20 maggio di cinque anni fa, in cui la terra ha tremato per la prima volta, portando macerie, morte e terrore. Bondeno ha deciso di non chiudere quella porta con il recente passato, e la memoria del sisma rivivrà, in occasione del quinto anniversario di quel tragico evento, con l’apertura di un centro di documentazione sul sisma dell’Emilia. Nella biblioteca “Meletti” verranno così creati scaffali dedicati, che conterranno una serie di materiali: libri che stanno arrivando da tantissime case editrici, che hanno voluto donarli a questa causa; fotografie in digitale, anche tratte dalle due mostre che si sono svolte a Bondeno e che hanno raccolto gli scatti anche di giornalisti e fotografi amatoriali; disegni, racconti, poesie, di adulti e bambini, documentazione del Comune, la rassegna stampa di quei giorni, locandine, elenchi di donazioni e tesi laurea. L’assessore alla cultura matildeo, Francesca Poltronieri, parla di «un centro di documentazione in divenire poiché sarà aperto a nuovi materiali: stiamo cercando di recuperare tutto quello che è già in nostro possesso, per raccoglierlo in un unico punto, costruire una memoria su quanto successo e lavorare anche sull’opera di prevenzione». Il tutto, fa capire Poltronieri, si inserisce in un progetto più ampio, che si svolgerà fino a giugno, e che sarà coordinato dall’antropologa Serenella Dalolio, dell'associazione TerreInmoto di Gavello. L’inaugurazione dello “scaffale” dedicato al sisma si terrà il 20 maggio, preceduta da un convegno con relatori di fama nazionale.
Lo stesso giorno, avrà luogo alla sala 2000 un pranzo comunitario, come quello che fu organizzato anni fa, per raccogliere questa volta fondi a favore delle popolazioni terremotate del centro Italia. Infine, a giugno scatterà un progetto pilota di concerto con la Protezione civile, per capire come poter fare prevenzione a Gavello, di fronte al rischio sismico. Insomma, «Bondeno non dimentica e vuole lasciare una memoria alle giovani generazioni del sisma del 2012. Lo dobbiamo alle vittime e alle tante persone colpite e ancora fuori dalle case. Lo dobbiamo, infine, ai bambini per i quali dobbiamo essere consapevoli e costruire un futuro sicuro, trasmettendo loro memoria e conoscenza sull’accaduto». (mi.pe.)
Lo stesso giorno, avrà luogo alla sala 2000 un pranzo comunitario, come quello che fu organizzato anni fa, per raccogliere questa volta fondi a favore delle popolazioni terremotate del centro Italia. Infine, a giugno scatterà un progetto pilota di concerto con la Protezione civile, per capire come poter fare prevenzione a Gavello, di fronte al rischio sismico. Insomma, «Bondeno non dimentica e vuole lasciare una memoria alle giovani generazioni del sisma del 2012. Lo dobbiamo alle vittime e alle tante persone colpite e ancora fuori dalle case. Lo dobbiamo, infine, ai bambini per i quali dobbiamo essere consapevoli e costruire un futuro sicuro, trasmettendo loro memoria e conoscenza sull’accaduto». (mi.pe.)
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