La Nuova Ferrara

Ferrara

Estratte due pallottole «Marco, siamo con te» 

di Samuele Govoni
Estratte due pallottole «Marco, siamo con te» 

Ravaglia ricoverato in rianimazione a Cesena, servirà almeno un altro intervento Grande apprensione a Portomaggiore, l’associazione sospende le attività

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PORTOMAGGIORE. Resta ricoverato nel reparto di rianimazione all’ospedale Bufalini di Cesena il portuense Marco Ravaglia, ferito da tre colpi d’arma da fuoco da Igor/Ezechiele sabato intorno le 19, nel Mezzano, durante una regolare battuta di controllo del territorio. L’uomo, 53 anni, agente della Polizia provinciale, era in compagnia di Valerio Verri, guardia eco-zoofila volontaria di Legambiente, morto per mano del killer di origini serbe attualmente ricercato.
Ravaglia, colpito da tre pallottole, due all’addome e una all’avambraccio, è stato operato d’urgenza sabato sera non appena giunto al pronto soccorso di Cesena. Domenica poi è stato sottoposto ad altri due interventi e ora i medici, attendono sviluppi. Due pallottole su tre sono state estratte, una è ancora dentro. Le condizioni di Ravaglia sono critiche ma stabili e per procedere con ulteriori interventi chirurgici è necessario capire come l’organismo del paziente risponderà agli interventi subìti, che sono stati molto delicati. Quelle che stanno affrontando la moglie Cinzia, i famigliari, gli amici più stretti ma anche i tanti conoscenti, sono ore di attesa e tensione.
La prognosi di Marco Ravaglia resta riservata. Sulle sue condizioni non trapelano che poche notizie. Ieri dal Bufalini hanno confermato che il portuense non è più in coma farmacologico, ma continua ad essere sedato e sta rispondendo positivamente alle cure.
«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) noi dell’associazione “Caduti da piccoli” ci siamo incontrati e abbiamo deciso di interrompere tutte le attività almeno fino a quando Marco non si sveglierà. Vogliamo - spiega Sabrina Sangiorgi, amica e concittadina di Ravaglia - decidere insieme a lui quando e come muoverci». Domani i membri dell’associazione sportiva presieduta proprio dall’agente di Polizia provinciale, si sarebbero dovuti incontrare per organizzare le attività dei prossimi mesi e la raccolta fondi per il Centro Italia alla quale stanno lavorando già da tempo. «Qui tutti sono in attesa di avere aggiornamenti. Non perdiamo la speranza e aspettiamo che la situazione migliori. In molti - conclude la Sangiorgi - vogliono andarlo a trovare in ospedale e, non appena sarà possibile, sono sicura che avrà parecchia compagnia».
Anche sul suo profilo Facebook è stato completamente invaso da messaggi affettuosi, post increduli, parole di cordoglio e sostegno. «Tieni botta e rimettiti presto che ci son dei cappelletti da mangiare», «Marco siamo tutti con te, non fare scherzi», «Sei stimato e amato da tutti i tuoi compaesani e non solo. Guarisci in fretta e torna a farci sorridere», sono solo alcuni delle centinaia di frasi apparse tra sabato sera e ieri sul suo profilo, scritte da una comunità che rivuole il “suo” Marco.

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