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Il dolore acuto per Valerio Verri «Era indifeso davanti alla belva»

Il dolore acuto per Valerio Verri «Era indifeso davanti alla belva»

PORTOVERRARA. È chiusa nel dolore la famiglia di Valerio Verri, la guardia volontaria uccisa sabato sera nel Mezzano dal serbo Igor-Ezechiele. Un dolore difficile da gestire, da placare e che non...

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PORTOVERRARA. È chiusa nel dolore la famiglia di Valerio Verri, la guardia volontaria uccisa sabato sera nel Mezzano dal serbo Igor-Ezechiele. Un dolore difficile da gestire, da placare e che non vede al momento consolazione. «Nessuno ha voglia di parlare - dice un’amica di famiglia - e tutti noi dobbiamo restare sulla porta, dare conforto ma senza invadenza. Quello che è successo lascia tutti senza fiato... non riusciamo davvero al momento ancora a comprendere».
L’autopsia sul corpo di Verri sarà effettuata domani. «Era andato come faceva da anni nel Mezzano. Un controllo, un banale controllo e invece si è trovato la morte davanti senza possibilità di difendersi perché alla fine, ed è questa la verità, loro i mezzi per contrastare la belva non li avevano - aggiunge un vicino - I volontari, le forze dell’ordine sono troppe volte nudi davanti al pericolo. Bisognerebbe rivedere un po’ di cose perché non è solo il russo o slavo ad essere pericoloso. Ormai, ed è la verità, in troppi hanno un fucile, una pistola. Non si possono dare armi in mano a chiunque le chiede...». La rabbia è tanta. Nessuno riesce a rassegnarsi. «Ogni morte è un dolore e certo non ci mettiamo qui a fare paragoni. Ma le circostanze, ecco quelle sì che sconvolgono - fa sapere un collega della polizia provinciale - Valerio era un volontario, una persona seria che credeva in quello che faceva e ci metteva passione. Chi mai avrebbe potuto immaginare una roba del genere? Proprio lui, in quella circostanza così indifeso, faccia a faccia con uno dei killer così spietati».
Portoverrara prega in silenzio e quando scende la sera si blinda in casa così come tutti in questi giorni. Il sindaco Minarelli invita a mantenre la cama, a non farsi prendere dalla psicosi anche se ammette essere difficile in questo momento. «Speriamo non abbia sofferto - le voci di piazza - che non abbia avuto il tempo di rendersi davvero conto. Un uomo impeccabile che sì, in qualche modo il rischio l’ha sempre in qualche modo accettato come tutti quelli che fanno questo mestiere ma non così. Così è davvero troppo. E continuano a chiederci perché erano in giro in questi giorni e in quei luoghi...Chi lo ha mandato? Perché non è stata valutata bene la situazione?».

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