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l’assessore dà appuntamento al 20 aprile 

«La sorte della Siberiana la decide il Consiglio di Stato»

Le sorti della gelateria Siberiana sono legate più al giudizio del Consiglio di Stato che alle decisioni dell’amministrazione comunale. Lo ha spiegato ieri in Consiglio comunale l’assessore Roberto...

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Le sorti della gelateria Siberiana sono legate più al giudizio del Consiglio di Stato che alle decisioni dell’amministrazione comunale. Lo ha spiegato ieri in Consiglio comunale l’assessore Roberto Serra, nell’illustrare la delibera sulle nuove concessioni ai chioschi cittadini, che prevede l’obbligo di trasferimento in capo ai concessionari sui quali pende un parere negativo di autorità terze, «come la Soprintendenza per gli ambiti di cui è titolare. Il caso Siberiana è molto particolare, e speriamo resti l’unico. Qui siamo in attesa del 20 aprile quando il Consiglio di Stato dovrebbe entrare nel merito del ricorso contro la decisione della Soprintendenza, dopo il respingimento dell’istanza di sospensiva. Se l’esito sarà definitivo, ci sarà il ricollocamento». Viene insomma ribadito l’automatismo, che tiene appeso ad un filo la storica collocazione del chiosco. L’assessore aveva precisato che gli obiettivi della delibera erano di «trovare canoni oggettivi per consentire ai concessionari di non essere obbligati a smantellare tutto al termine della concessione, garantendo le aziende che lavorano ma anche il Comune, che in passato si è trovato con manufatti abbandonati nelle sue proprietà, difficili da gestire». Due gli emendamenti approvati, uno di Deanna Marescotti per limitare alle aree esterne il limite di 30 metri quadri, e l’altro doppio dello stesso sindaco Tiziano Tagliani, che introduce il «salvo diversa decisione dell’amministrazione» l’obbligo non più assoluto di smantellamento al termine della concessione di 12 anni. Dure critiche di Matteo Fornasini (FI) su questo punto, «un arbitrio, ci sono chiosci “rossi” e chioschi “azzurri”?», Marescotti ha risposto citando il caso degli abbandoni al bar Boni. E Fornasini ha votato contro in difformità dal gruppo, pilotato all’astenzione da Vittorio Anselmi.
In precedenza erano passate le modifiche dello statuto dell’Asp, che comporta un risparmio di 10mila euro annuo grazie al passaggio dall’attuale consiglio di amministrazione ad un amministratore unico, Angela Alvisi. Qualche rilievo da Alberto Bova (Fc), «la collegialità è un valore», e astensione per FI e Lega Nord. Eletto poi il nuovo garante dei diritti del detenuto, al posto di Marcello Marighelli diventato responsabile regionale. Tra le sei candidature presentate al bando comunale, la commissione ne ha scelte tre: Stefania Carnevale, Vito Michele Cornacchia e Antonio Iannello. Polemiche per la rivelazione dei punteggi da parte di Bova («poco corretto» lo ha bollato Anselmi). Carnevale, associato di Giurisprudenza a Unife, aveva ottenuto di gran lunga il punteggio migliore, e si è confermata nell’urna con 17 voti (gli spiritosi ne hanno approfittato per votare Naomo, Farsa, Pincopallo e altre amenità).

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