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Riforma esami maturità La preside Monti: bene così

Lo scorso 7 aprile il governo ha approvato i decreti attuativi della legge 107, conosciuta come Buona Scuola. Le novità principali riguardano la nuova maturità a partire dal 2019, il nuovo iter per...

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Lo scorso 7 aprile il governo ha approvato i decreti attuativi della legge 107, conosciuta come Buona Scuola. Le novità principali riguardano la nuova maturità a partire dal 2019, il nuovo iter per diventare insegnanti, un restyling della formazione professionale, maggiori investimenti per la didattica, un sistema di istruzione integrato per la fascia d’età 0-6, e la rivisitazione del nuovo percorso per formare gli insegnati di sostegno, con la creazione di un percorso ad hoc. Gli esami finali di terza media e la maturità vedono uno snellimento nella somministrazione delle prove. In terza media, gli alunni, già dal 2018, non dovranno più misurarsi con 5 prove ma con tre, oltre al colloquio, mentre la prova Invalsi verrà fatta durante l’anno e non inciderà più sul voto finale. Gli studenti dell’ultimo anno delle superiori, dal 2019, vedranno finalmente abolito il temutissimo quizzone, la terza prova con domande scelte dalla commissione. Quindi rimarranno due le prove da sostenere, italiano e la prova di indirizzo. Un peso rilevante, ai fini dell’ammissione, l’avranno l’alternanza scuola-lavoro e le prove Invalsi,che per la prima volta saranno affrontate anche dagli studenti di quinta, mentre prima si facevano solo al secondo anno delle scuole superiori. Il colloquio orale verterà sull’alternanza scuola lavoro.Per essere ammessi all’esame di Stato, occorrerà avere la sufficienza in tutte le materie e il voto di condotta non farà media, mentre se si ha un’insufficienza nel comportamento, non si viene ammessi. Rispetto al passato, assume più importanza il credito scolastico, cioè il curriculum dello studente, rispetto alle prove d’esame. Alla preparazione acquisita dallo studente durante gli anni di studio sono assegnati 45 crediti, (mentre attualmente il credito scolastico pesa 20 crediti) e le prove varranno 20 punti. Una delle novità all’interno del nuovo esame di maturità, sarà costituita dalle prove Invalsi, che si svolgeranno in un altro periodo dagli esami, e saranno 3, matematica, italiano e inglese, che misurerà le competenze della conoscenza con standard europei. C’è da dire però che l’esito delle prove Invalsi non inciderà sul voto finale d’esame. Un parere molto favorevole sulla maturità che entrerà in vigore dal 2019, lo esprime la dirigente scolastica Roberta Monti (alberghiero Vergani), «un’ottima riforma» esordisce la dirigente, «soprattutto nell’ottica di togliere la terza prova così com’era articolata e per il maggior spazio che si dà all’alternanza scuola lavoro, che ovunque, non solo per i professionali, è sempre più necessaria ai fini dell’inserimento lavorativo dei giovani».
Veronica Capucci

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