La Nuova Ferrara

Ferrara

Caccia in acqua e dal cielo Ma se non fosse più qui? 

di Daniele Predieri
Caccia in acqua e dal cielo Ma se non fosse più qui? 

Si alzano anche i droni. Verifiche su chi possa aver aiutato l’assassino

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Si spera anche che piova forte, fortissimo, per stanare Igor Vaclavic/Norbert Feher, il killer russo /serbo ancora in fuga, da sabato notte, da quando si è ficcato dentro le valli di Marmorta, dopo aver ucciso nel Mezzano, e non ne è più uscito. E’ ancora lì dentro, tra paludi acquitrini e boscaglia, per chi lo cerca, una task force che di ora in ora aumenta sempre più, non solo per uomini ma per dotazioni: per cercarlo ieri per acqua sono stato scandagliati canali e corsi d’acqua coi gommoni e dal cielo con l’occhio dei droni, mentre da terra, i cani molecolari anche ieri hanno fiutato piste buone, battute da Igor/Norbert in fuga, senza però scovarlo. In due occasioni sono andati molto vicini, ma in entrambi i casi gli animali, a cui erano stati fatti annusare gli indumenti trovati nel Fiorino abbandonato, si sono fermati davanti all’acqua: segnale che il killer possa essersi immerso, facendo svanire le proprie tracce. Come aveva fatto nel novembre 2010, quando braccato sempre più o meno nella zona dell’Argentano, disse - ai carabinieri che poi lo avevano arrestato - che per sfuggire loro si era anche immerso nell’acqua gelida, respirando con una canna, alla Rambo.
Faceva anche sorridere allora, quando si parlava solo di rapine con arco, frecce e ascia. Oggi, invece Igor/Norbert uccide sparando e potrebbe ancora farlo: da qui la massima attenzione dei reparti speciali che continuano a tenaglia a stringere la “zona rosa” delle operazioni, perché convinti che il killer sia ancora qui. Però, alle ricerche fisiche, si sommano le indagini su tutte le persone che lo hanno conosciuto in questi anni, che possono averlo protetto e ospitato nei mesi scorsi, soprattutto l’inverno scorso: tra Berra, Portomaggiore, Argenta e nel Bolognese. Si gioca anche la carta dei vecchi complici delle rapine ferraresi: visto che Ivan Pajdek e Patrik Ruszo, che avevano offerto collaborazione per catturarlo, sono stati sentiti a lungo dagli inquirenti bolognesi, per aver informazioni su chi frequentasse Igor e dove potrebbe nascondersi: soprattutto i tanti casolari abbandonati nelle campagne, che la banda Igor/Pajdek usava come magazzini dopo le rapine e i furti. In parallelo, gli inquirenti - procure e carabinieri di Bologna e Ferrara - ora attendono tutti i risultati dagli esami tecnici sui reperti dei due omicidi, di Valerio Verri nel Mezzano e Davide Fabbri a Budrio: reperti inviati al Ris di Parma - da eseguire con atti di garanzia a carico di Igor/Norbert - quindi notificandoli a legali d’ufficio - e tra questi gli oggetti trovati sul Fiorino rubato e abbandonato sabato scorso a Marmorta prima di fuggire a piedi, il materiale trovato a Budrio e sulla scena dell’omicidio nel Mezzano. Tra i tanti reperti la bicicletta e un giubbotto di Igor, con tracce di sangue, da cui estrarre il Dna e compararlo con quello isolato a Budrio, Molinella e Mezzano, oltre che lavorare sulle impronte digitali. La caccia, dunque, continua, non senza problemi per la popolazione dei 4 comuni interessati. Continua, con decine e decine, insistenti e allarmistiche segnalazioni che portano gli inquirenti a girare a vuoto. Non c’è bisogno. Ma soprattutto i cittadini vogliono capire cosa fare e cosa non fare, in questi giorni. Per questo motivo, nella tarda serata di ieri a Molinella si sono incontrati con gli inquirenti, presente il pm Marco Forte, i sindaci di Argenta, Portomaggiore, Budrio e Molinella. «Oggi io e il sindaco di Molinella, Dario Mantovani, abbiamo incontrato il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri di Bologna, il colonnello Giardina, per fare il punto della situazione, alla presenza dei sindaci di Budrio e Portomaggiore», ha spiegato Antonio Fiorentini sindaco di Argenta: «Siamo stati rassicurati del totale impegno di uomini e mezzi fino alla cattura del fuggiasco». E conclude: «Vogliamo rassicurare tutti, nessuna realtà pubblica o privata ha ricevuto indicazioni di sospendere le proprie attività».
Fermezza e tranquillità, dunque, anche se come spiega il sindaco di Molinella, Dario Mantovani «ovviamente è consigliata prudenza e soprattutto, è vietato diffondere notizie non supportate che possano creare pericolo come purtroppo si è già verificato». Forse un’allusione anche alla notizia, una tra le tante, sparsa ieri su Facebook che era stata evacuato la Coop di Argenta. «Diversamente - ha concluso il sindaco - come l’Arma dei carabinieri chiede, ogni informazione utile venga segnalata alle autorità competenti».

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