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Comune, meno debiti ma è vietato parlare di un “tesoretto”  

Comune, meno debiti ma è vietato parlare di un “tesoretto”  

Presentato il bilancio consuntivo 2016, cauto ottimismo  Predisposti accantonamenti per i crediti non esigibili 

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Al momento di tirare le somme, c’è l’ennesimo avanzo e la conferma di un debito totale in calo, da gennaio sotto i 100 milioni di euro. Tuttavia in Comune non si brinda, si parla di «un consuntivo 2016 in ordine» e guai a citare il termine «tesoretto».
«Col pareggio di bilancio è una parola vietata», avverte l’assessore alle finanze Luca Vaccari. Se l’avanzo di amministrazione complessivo si avvicina ai 68 milioni, meno di una decima parte è spendibile senza vincoli. «Non sono somme utilizzabili come pochi anni fa – spiega il sindaco Tiziano Tagliani - perché vanno predisposti accantonamenti a copertura dei crediti difficilmente esigibili e c’è il fondo pluriennale vincolato da rispettare. Restano 6 milioni e mezzo che possiamo investire quando si aprono spazi dentro il Patto di stabilità o quando la Regione ce ne dà la possibilità con il suo intervento di riequilibrio. Due – continua il sindaco - sono già nella variazione prevista per i lavori allo stadio Mazza».
La linea è comunque chiara: applicare l’avanzo anziché accendere nuovi e sostanziosi mutui (se ne estinguono per un valore di otto milioni ogni anno), al fine di comporre un budget meno oneroso sulle spalle delle prossime generazioni. «E stiamo facendo pulizia – aggiunge Vaccari – nel campo dei residui, attraverso accertamenti ordinari: vecchi debiti, oltre che crediti, che una volta erano ben più alti».
Nel dettaglio il consuntivo 2016, che in totale muove quasi 215 milioni, è uno spartiacque poiché, sottolinea ancora l’assessore, «è il primo a chiudersi nel nuovo regime di contabilità armonizzata e dopo alcune novità importanti come l’uscita graduale di Ferrara dal cratere del sisma e la definizione dei ristori per agevolazioni o esenzioni Imu e Tasi». Su quest’ultimo versante dallo Stato sono arrivate addirittura più risorse del previsto, «ma i tempi ristretti hanno ridotto la possibilità di impiegarle, sommandosi ai vincoli introdotti dal nuovo Codice appalti, che ha portato alla riduzione degli investimenti», aggiunge Vaccari. Per il resto non ci sono stati eccessivi intoppi e la giunta può presentare al consiglio (approvazione entro fine mese) un documento che «mantiene quantità e qualità dei servizi, un’alta attenzione al sociale, investimenti su sicurezza di scuole e strade, per il recupero post sisma».
Le entrate correnti sono ormai al 90% composte da tributi e appena dal 10% di trasferimenti (gli attuali sei milioni dallo Stato erano 23,6 tre anni fa). Gli introiti da multe, a quota 4,2 milioni, calano ancora, per via di una maggiore correttezza sulla strada e dello sconto in caso di pagamenti anticipati. Mentre aumentano quelli Cosap (2,7 milioni) anche a causa di una lotta all’evasione più dura. Nell’ultimo esercizio, a differenza di quello precedente, il Comune non ha chiesto alla Holding, dunque alle aziende partecipate, di trattenere un extra-dividendo. Capitolo spese. Nel 2016 sono tornate a crescere (a quota 44,7 milioni) quelle per il personale: frutto di assunzioni «non più rinviabili» e dell’assorbimento di ex dipendenti della Provincia. Cresciute di 200 mila euro (arrivando a quota 9,8 milioni) le somme a disposizione delle attività sociali dell’Azienda servizi alla persona (il ripianamento delle perdite era stato più doloroso per le casse comunali nel 2015); invece in campo scolastico si sono ridotte di un milione e mezzo e qui incidono i risparmi sul personale. Ultima curiosità sul post sisma: spesi dal 2012 a oggi oltre 36 milioni per interventi di recupero, ne restano da utilizzare cinque da indennizzi assicurativi.
Fabio Terminali
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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