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L’autista dell’ambulanza distrutto dal dolore 

L’autista dell’ambulanza distrutto dal dolore 

La tragedia costata la vita alla tredicenne Anna Fabbri pone delle riflessioni  Una su tutte: quando si “corre” in soccorso di qualcuno, i rischi aumentano

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L’incidente di sabato mattina dove è deceduta la tredicenne Anna Fabbri e ha visto coinvolta un’ambulanza della Croce Rossa Italiana mette nuovamente in evidenza la grossa responsabilità dei conducenti dei mezzi di soccorso.
Secondo il codice della strada per condurre un’ambulanza con targa civile (ad esempio dell’Asl o di aziende private) occorre una patente di tipo B senza limitazioni e una formazione che varia da regione a regione e, nel caso dell’Emilia- Romagna, anche la partecipazione ad un corso teorico pratico di dieci ore annue.
Per la conduzione di mezzi con targa Cri (Croce Rossa Italiana) è invece indispensabile ottenere una patente speciale. «Il rilascio della patente che abilita alla conduzione dei veicoli con targa Cri - spiega Alessio Zagni presidente della Croce Rossa di Ferrara, lo stesso Zagni sabato quando purtroppo si è verificato l’incidente in cui alla fine purtroppo ha perso la vita la ragazzina - si ottiene al termine di un corso teorico-pratico effettuato con istruttori appartenenti alla stessa associazione e tale documento non ha nulla a che vedere con il possesso o meno della patente di guida civile», dice ancora Zagni. «Il conducente coinvolto in questo terribile incidente è molto provato - dice ancora Zagni - per l’esito drammatico dell’incidente e come prevedono le disposizioni interne sono stati messi a sua disposizione gli psicologi della Croce Rossa e dalla Asl» prosegue Zagni. «Ulteriori incontri con gli psicologi verranno organizzati nei prossimi giorni - dice ancora Zagni - anche per tutti gli altri volontari dell’associazione, in modo da far comprendere quanto sia importante capire le difficoltà che si affrontano ogni giorno mentre si svolge un servizio per la comunità».
Tali problematiche vengono amplificate in ambito nazionale dove un altro incidente avvenuto una decina di giorni fa nel Milanese ha visto il decesso di una ventunenne di origine cinese che a bordo di una bicicletta è stata investita da un’ambulanza della Croce Bianca la quale viaggiava con i dispositivi di allarme inseriti.
Purtroppo mentre si “corre” per salvare una vita il rischio strada aumenta in maniera esponenziale non solo per i soccorritori, ma per tutti gli utenti. E purtroppo aumentano i rischi che si possa verificare un incidente stradale.
Stefano Balboni
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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