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Nel reticolo di fossi e canali  anche i cani perdono le tracce 

Nel reticolo di fossi e canali  anche i cani perdono le tracce 

ARGENTA. In due occasioni nelle ultime ore i cani molecolari, addestrati per seguire le scie olfattive, sembravano aver fiutato la pista giusta per trovare il killer. Ma in entrambi i casi gli...

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ARGENTA. In due occasioni nelle ultime ore i cani molecolari, addestrati per seguire le scie olfattive, sembravano aver fiutato la pista giusta per trovare il killer. Ma in entrambi i casi gli animali, a cui erano stati fatti annusare gli indumenti abbandonati in un furgoncino dall’uomo in fuga, si sono fermati sulla riva di corsi d’acqua. La circostanza fa pensare che Norbert Feher, alias Igor Vaclavic, si possa essere immerso nei canali, numerosi nell’area dove si concentrano le battute, facendo così smarrire le proprie tracce. Nei racconti sul latitante ce n’è anche uno risalente al 2010, quando per sfuggire ad un arresto per rapina si gettò in un fiume e rimase sott’acqua respirando con una canna. Poi alla fine, però, fu preso. Le valli Argentane sono luogo ideale per una persona che intenda darsi alla macchia.
Un reticolo di canali, il corso del Reno e quelli dei suoi affluenti Idice e Sillaro, le casse di espansione che servono a mitigare le piene improvvise dei tre corsi d’acqua. Un mondo di terra e acqua che la Bonifica Renana - che nel Ferrarese gestisce oltre 37 ettari di pianura - protegge da allagamenti e alluvioni e che può offrire a un uomo in fuga.
La situazione, oggi, è tale per cui solo i due canali principali - Lorgana e Botte - hanno nel loro alveo acque profonde, nelle quali un uomo dovrebbe nuotare. Gli altri canali hanno ancora livelli bassi, sia per la scarsità di precipitazioni che hanno contraddistinto l’inverno sia perché la bonifica non ha ancora dato il via alla stagione irrigua.
Ma l’acqua che c’è è più che sufficiente a consentire a chi intende attraversarli di far perdere le tracce anche ai cani. Tra l’altro la Bonifica Renana, come da consuetudine e prima della stagione irrigua, ha provveduto a ripulire tutte le sponde dei canali: difficile quindi pensare che un fuggiasco possa nascondersi a lungo nei luoghi della bonifica. Tra l’altro le strutture del comprensorio, compresi gli impianti di sollevamento delle acque del Saiarino e di Valle Santa, sono state tra le prime zone a essere controllate per cercare tracce di Norbert-Igor.
Discorso diverso, invece per il Reno e per i suoi due affluenti Idice e Sillaro, che non sono compenza della Bonifica. Il livello del fiume e dei due torrenti è tale che a oggi è praticamente possibile guadarli senza rischi. Inoltre l’alveo di piena dei tre corsi d’acqua dà la possibilità di nascondigli che possono essere utilizzati da un uomo in fuga.
Infatti erba alta, alberi e arbusti che si trovano nell’alveo possono facilmente essere usati da chi intenda nascondersi, anche da controlli dall’alto con gli elicotteri.

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