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Si rafforzano le speranze Ravaglia sta migliorando 

di Samuele Govoni
Si rafforzano le speranze Ravaglia sta migliorando 

Resta in rianimazione ma i segnali sono positivi, ancora un proiettile da togliere Portomaggiore e il sostegno degli amici, la Pro Loco studia iniziative benefiche

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PORTOMAGGIORE. Marco Ravaglia continua a lottare per la propria vita dal suo letto d’ospedale. I pochi dati che arrivano dai medici del Bufalini di Cesena parlano di una situazione ancora critica ma anche di un leggero miglioramento delle condizioni del paziente. Ravaglia rimane tuttavia ricoverato nel reparto di rianimazione e in prognosi riservata.
Ieri mattina si rincorrevano voci di un possibile intervento chirurgico in corso, forse per estrarre la terza pallottola ancora conficcata nel corpo del 53enne di Portomaggiore; voci poi smentite da notizie ufficiali. L’uomo, non è stato sottoposto ad alcun intervento. Nei prossimi giorni sì ma per ora no. È ancora presto. Ravaglia si trova ricoverato nell’ospedale cesenate da sabato sera, da quando è stato trasportato con urgenza dopo essere stato soccorso nel Mezzano. Lui, agente della polizia provinciale di 53 anni e Valerio Verri, guardia ambientale volontaria con dieci anni di più sulle spalle, hanno incontrato Igor/Ezechiele il killer ricercato da giorni tra le campagne di Argenta, Molinella e Marmorta. Verri, colpito dall’assassino, non ce l’ha fatta ed è morto sul posto. Ravaglia invece, come gli stanno suggerendo centinaia di amici (anche se per il momento lui non può saperlo) “tiene duro”. «Cinzia (la moglie di Ravaglia, ndr) è una donna forte e sono sicura che riesce a trasmettere al marito tutta la sua vicinanza ed energia. Anche ora - spiega Sabrina Sangiorgi, amica di vecchia data del ferito - che il telefono le suona in continuazione, che tutti chiedono notizie e vogliono sapere come sta Marco, lei riesce a mantenere il controllo e a gestire la situazione».
Nel frattempo da Portomaggiore sono tanti gli amici che vorrebbero recarsi a trovare il concittadino al Bufalini ma, naturalmente, le visite sono limitatissime. Il paziente non può essere “stressato”, deve riposare e pensare a rispondere nella maniera migliore possibile ai delicati interventi subiti fino ad ora, necessari per rimuovere due pallottole dall’addome. «Ovviamente - continua la Sangiorgi - la famiglia è grata per tutta la vicinanza dimostrata dai portuensi e non solo, ma questi sono momenti delicati. Sono sicura, che non appena sarà possibile vedere Marco, saranno loro per primi a comunicarcelo. Intanto ho saputo di un leggero miglioramento quindi, la speranza, si fa ancora più forte in me». Le attività della Pro Loco di Portomaggiore, sospese nella giornata di lunedì, ieri sono ripartite. «Abbiamo eventi importanti in programma per maggio e non possiamo interrompere il lavoro - spiega Enrico Belletti, presidente della Pro Loco portuense- Iniziative benefiche dedicate a Marco? Ci stiamo pensando. La priorità ora è aspettare che le sue condizioni diventino totalmente stabili, dopodiché capiremo come meglio procedere».

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