coldiretti denuncia l’import dall’oriente
Giù produzione e prezzi del riso
In un anno -35% di fatturato in provincia. Oggi sit-in al ministero
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Scoppia la guerra del riso. Questa mattina molti coltivatori ferraresi, che rappresentano una delle province più “risicole” d’Italia, partecipa al sit-in di fronte al ministero dell’Agricoltura in via XX settembre, a Roma, per difendere le produzioni. «Sono previste iniziative eclatanti per denunciare pubblicamente i bassi prezzi pagati agli agricoltori ma anche le condizioni di sfruttamento del lavoro, l’inquinamento ambientale e i rischi per la salute dei produttori importati low cost dall’Oriente» annuncia Coldiretti. L’associazione agricola ha organizzato l’altra sera a Mezzogoro un incontro con il segretario di zona Andrea Tosi, il direttore Claudio Bressanutti e il presidente di zona, oltre che presidente regionale Mauro Tonello, nel corso del quale sono state illustrate le questioni legate alla crisi del settore risicolo. A livello nazionale il settore interessa diecimila addetti con una superficie coltivata di poco meno di 235mila ettari, e Ferrara è la numero uno in Emilia Romagna. «Un settore che sta però scontando una pesante crisi, con bassi prezzi pagati agli agricoltori, crescenti volumi d’importazione dai paesi asiatici low cost ma con seri rieschi per la salute dei consumatori, come già rilevato dai dati delle analisi delle autorità sanitarie europee su campioni risultati contaminati da fitofarmaci vietati in Europa» sottolinea Coldiretti.
Anche a causa di questa situazione la produzione ferrarese è calata del 6,6% in un anno, a quota 354.850 quintali, con una flessione ancor più accentuata in termini di fatturato: -35,02%. Il prezzo, infatti, è crollato da un anno all’altro da 57,50 a 40 euro a quintale. La delegazione ferrarese partecipa quindi al sit-in con l’intento di sottoporre al ministro Maurizio Martina una lista di rivendicazioni da parte dei produttori.
Anche a causa di questa situazione la produzione ferrarese è calata del 6,6% in un anno, a quota 354.850 quintali, con una flessione ancor più accentuata in termini di fatturato: -35,02%. Il prezzo, infatti, è crollato da un anno all’altro da 57,50 a 40 euro a quintale. La delegazione ferrarese partecipa quindi al sit-in con l’intento di sottoporre al ministro Maurizio Martina una lista di rivendicazioni da parte dei produttori.
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