la rappresentazione SACRA
I migranti e la condivisione delle culture
CENTO. «Condividere la multiculturalità, non è una minaccia, ma un’opportunità che ci dice che è più facile costruire ponti che innalzare muri. Gesù ci indica la strada, la forza di abbattere questo...
1 MINUTI DI LETTURA
CENTO. «Condividere la multiculturalità, non è una minaccia, ma un’opportunità che ci dice che è più facile costruire ponti che innalzare muri. Gesù ci indica la strada, la forza di abbattere questo muro perché possiamo incontrarci». Di fronte alla scena di una barca piena di migranti, dalla rappresentazione sacra “Un grido dal cielo. Perché non lo ascolti?”, un messaggio di pace, un appello al senso di responsabilità e di apertura all'accoglienza per abbattere i muri della paura, degli egoismi, dell'indifferenza di fronte ai tanti morti e dispersi in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa, ai tanti tantissimi bambini morti in Siria e in tutte le guerre in corso nel mondo. Grande emozione e un'occasione di profonda riflessione, la drammatizzazione realizzata in piazza a Cento all'inizio della Settimana Santa, incentrata sulle ultime ore di Gesù lungo il cammino verso la Crocifissione. Una nona edizione speciale, introdotta dal regista Giorgio Zecchi che ha ricordato, anche nella preghiera, l'attore e regista scomparso Alessandro Frabetti. E nell'augurare a tutti Buona Pasqua, monsignor Stefano Guizzardi ha rivolto un ringraziamento speciale a Zecchi, alla società carnevalesca Mazalora per la collaborazione nell'allestimento di alcune scenografie e alla compagnia ‘Il Governatore delle Antiche Terre del Gambero’, e a tutti i protagonisti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
