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Il questore: occhi aperti, senza allarmismi 

Il questore: occhi aperti, senza allarmismi 

Antonio Sbordone cautamente ottimista sulla cattura: la situazione sta evolvendo in positivo

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Non si trova ancora e fa sempre più paura. Ne sanno qualcosa i cittadini che abitano tra l’Argentano e il Bolognese, attorno alle zone dei controlli e alla “zona rossa” dove si nasconderebbe Igor Vaclavic/Norbert Feher.
Mercoledì scorso, non a caso, i sindaci di Argenta e Portomaggiore assieme ai colleghi bolognesi di Molinella e Budrio hanno chiesto agli inquirenti, riuniti tutti insieme nel quartiere generale delle ricerche, nella caserma dei carabinieri di Molinella, “istruzioni per l’uso” da dare ai propri cittadini.
E allora, questore, cosa si può dire ai ferraresi sempre più disorientati e preoccupati?
«Innanzitutto che i cittadini debbono prestare maggiore attenzione a loro stessi e alle loro case. Senza cadere in allarmismi - spiega Antonio Sbordone, analizzando la situazione - E’ ovvio che un livello di attenzione più elevato in circostanze del genere sia più che d’obbligo, di più non possiamo dire, non potrei dire: le indagini le stanno facendo i colleghi dell’Arma, e le procure tra Ferrara e Bologna, coi quali stiamo collaborando, e anzi debbo dire che parlando troppo si potrebbero dire cose controproducenti».
Sì, certo, ma resta la paura, inutile negarlo, e la pura sta veramente diventando un problema serio.
«Ripeto, è necessario aumentare il livello di attenzione, ma niente panico, questo mi sento di dire in modo assolutamente energico».
Però, è contagiosa, rischia davvero di sommare al problema più grande, altri problemi: a Stellata un agriturismo che era prenotato per tutte queste vacanze pasquali ha ricevuto in questi giorni disdette delle prenotazioni, e siamo a 50 km dalla “zona rossa”!
«Sì, è così, mi rendo conto che i turisti ora preferiscano andare da qualche altra parte. Mi rendo conto anche del fatto che stampa e media devono fare il proprio lavoro, ma questa copertura mediatica certo non aiuta!».
Il problema è che la caccia a Igor/Norbert sembra non aver fine.
«Mi auguro che prima o poi questa situazione possa averla, una fine. Dalle informazioni che abbiamo (anche il capo della Polizia Gabrielli lo aveva promesso nei giorni scorsi, ndr) la situazione si sta evolvendo. Mi auguro, nel breve periodo, in positivo, che si riesca a catturare il responabile».
Tutti lo sperano, ma Igor/Norbert è ferrarese da dieci anni, lei lo sa bene visto che la Polizia di Stato ha contribuito a scoprire tutta la banda che ha ucciso Pier Luigi Tartari e anche quella che ha commesso le rapine del terrore nell’estate 2015, di cui faceva parte Igor.
Allora, visti questi fatti, non si poteva fermarlo prima, quando era “solo” un rapinatore, prima che questa situazione sfuggisse di mano?
«Noi lo abbiamo cercato, eccome, è stato fatto il possibile con ogni strumento e mezzo, e francamente da poliziotto, non credo si potesse fare di più. E dico di più: nemmeno per l’espulsione mancata, le norme sono quelle, e quando arrivò al Cie di Bari non riuscirono a identificarlo e venne per tanto rilasciato».
Tutto questo mette in luce una macchina che gira a vuoto e che si blocca, quella delle espulsioni: il ministro Minniti ha annunciato proprio alla festa della Polizia che si dovrà rivedere assolutamente tutto il meccanismo delle espulsioni.
«Si occorrono modifiche sostanziali a questi meccanismi, modifiche normative, soprattutto anche a livello di strutture, posso dire che andiamo nella direzione giusta con queste nuove indicazioni del ministro degli interni, sulle procedure di espulsione e sui Cie».
Ultimo e non ultimo, Norbert Feher aveva una cattura europea in Italia, nessuno se ne accorse. La Serbia diramò il rintraccio inviando atti in Italia all’Intepol senza impronte digitali, l’Interpol le chiese ma la Serbia non rispose mai e Norbert non venne mai incrociato con Igor: è corretta questa ricostruzione?
«Sì, è così». (d.p.)

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