Ricerche a tutto campo: scatta il blitz nel vivaio
L’ennesimo controllo a vuoto per i cani di un casolare che non smettono di abbaiare
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MOLINELLA. La tensione è palpabile, contemporaneamente all’attesa cresce anche l’agitazione. L’hanno preso, non l’hanno preso, le notizie si rincorrono tra gli abitanti del paese bolognese, al confine con la provincia di Ferrara. Sale anche la “psicosi”. Ieri mattina, appena fuori dal centro abitato di Molinella si è svolta una massiccia operazione dei carabinieri. I militari sono partiti dalla caserma a bordo dei propri mezzi intorno le 10.20. Hanno raggiunto una casa semi isolata e, dopo aver stabilito le modalità di azione, hanno accerchiato la zona. Si sono spinti anche all’interno di un vivaio confinante. Tra piante, alberi e acquitrini gli uomini dell’Arma si sono mossi circondando l’area. Un uomo che poco distante stava falciando il prato è stato fatto allontanare: la zona era sensibile. L’operazione si è conclusa un’ora più tardi, senza nessun esito. Forse un falso allarme, una segnalazione troppo precipitosa.
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«Un paio di giorni fa ho visto qualcosa di sospetto e mi sono spaventato. Non sono però andato subito dai carabinieri, avevo paura. Quando mi sono fatto coraggio – spiega l’anziano di circa ottant’anni che ha chiamato i carabinieri che hanno poi svolto l’operazione di controllo – mi sono recato al posto di blocco più vicino e ho detto ai militari che per me, a casa mia, c’era qualcosa di strano. Loro hanno riportato la segnalazione in caserma e oggi (ieri per chi legge, ndr) sono venuti a controllare. Io – continua – vivo qui da solo e ho paura. Ho tre cani e quando vedono o sentono qualcosa di strano fanno un casino da manicomio e l’altra sera non si tenevano; allora ho pensato: “E se fosse stato davvero qui e io non me ne sono accorto?”. È questo che mi fa paura».
In queste ore è difficile capire cosa può essere considerato sospetto e cosa no. Dall’altro lato della strada i residenti guardano questa “scena da film” sbigottiti, con lo smarphone alla mano e il dito ben saldo sul tasto “rec”. Dopo pochi minuti la ricognizione sarà già condivisa attraverso la rete. Su Facebook nascono anche le prime pagine goliardiche come “Avvistato Igor il russo” o l’evento “Brindare alla cattura di Igor Ezechiele entro il 2017”. Ma a differenza di altre bacheche analoghe dai migliaia di like, qui i “mi piace” si contano sulle dita di una mano o quasi. La gente non ha voglia di scherzare, non su questo argomento almeno. A 100 ore dall’omicidio di Valerio Verri e dal ferimento di Marco Ravaglia nel Mezzano (sabato 8 intorno le 19) il killer è ancora in fuga. Le ricerche continuano, assiduamente. Dalla caserma è un via vai continuo di auto, fuoristrada, camionette e la gente resta ancora col fiato sospeso.
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