La Nuova Ferrara

Ferrara

Sorvegliati speciali Vita complicata nella zona rossa

Zona rossa, così è stata ribattezzata quell’area tra via del Catino, via Zannolini, via Fiume Vecchio e via Cardinale; un quadrato di terreno fatto di frutteti e prati tra Marmorta e Argenta sempre...

2 MINUTI DI LETTURA





Zona rossa, così è stata ribattezzata quell’area tra via del Catino, via Zannolini, via Fiume Vecchio e via Cardinale; un quadrato di terreno fatto di frutteti e prati tra Marmorta e Argenta sempre sul filo del rasoio tra bolognese e ferrarese. La situazione per i residenti sta diventando snervante, vivere da “sorvegliati speciali” non è semplice, i ritmi quotidiani e le realtà assodate vengono messe in discussione. «Sabato sera (il giorno dell’omicidio e del ferimento nel Mezzano, ndr), dopo aver chiuso la mia attività commerciale - spiega una signora che abita con il marito e i figli nell’area “off limits” e che preferisce rimanere nell’anonimato - ero a casa e sono arrivati una ventina di auto con i carabinieri che mi hanno detto: “Signora si chiuda in casa e non abbia timore che qui fuori ci siamo noi”. Ho collegato quanto era accaduto nel Mezzano poco prima e la paura è stata tanta. Loro si sono piazzati lì lungo la strada per tutta la notte e non è successo niente. A distanza di giorni, nulla è cambiato: sono sempre qui. Al mattino, quando devo uscire di casa coi bimbi mi accompagnano e poi la sera, quando ritorno, se ancora non è arrivato mio marito, mi riaccompagnano in casa e mi dicono “si chiuda in casa e non esca, fuori ci siamo noi”. La paura c’è, ma mi sento protetta dai carabinieri che sono qui giorno e notte». (g.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google