«Il killer è qui e dorme nelle tane delle volpi»
Trovati giacigli recenti. E gli inquirenti confermano: nessuna smobilitazione
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FERRARA. E’ ancora qui, tra fiume e canali, boscaglia e sottobosco, tra animali selvatici e volpi. Proprio in una tana di volpe ha dormito, si è riposato. Una tana che trovata dai reparti speciali e dai cani molecolari che stanno setacciando l’oasi di Marmorta da ormai 5 giorni, dalla notte tra sabato e domenica. Qui hanno trovato anche tracce di tuberi che avrebbe mangiato, vestiti sporchi di sangue. Qui si è fermato Igor Vaclavic/Norbert Feher, all’addiaccio, come un animale «peggio di un animale» dice chi ha visto e ha fatato i turno di notte, là dentro.
Dorme di giorno e si muove di notte, come aveva sempre fatto in passato, quando vene arrestato, prima nel lontano 2007 e po nel 2010, nelle stesse campagne, quando i carabinieri delle piccole stazioni dell’Argentano, allora, lo stanarono proprio di notte in un nascondiglio e lui disse loro «Siete stati fortunati». Oggi non potrebbe più accadere. Oggi non è più l’Igor Vaclavic di allora, è un Norbert Feher, killer spietato, per cui sono ancora mobilitati i reparti speciali dei carabinieri del Tuscania che non se ne andranno da Marmorta fino a che non l’avranno catturato, vivo o morto dipenderà solo da lui.
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Sono convinti, sempre più conviti che quella in atto sia una guerra di attesa, di posizione. Igor/Norbert è qui dentro, non è scappato. La conferma arriva nella tarda serata di ieri quando il capitano Stefano Biasone, ufficiale dei Parà del Tuscania, che sta coordinando le ricerche dalla caserma di Molinella, spiega a tutti i taccuini aperti e alle telecamere accese che «abbiamo le prove e le tracce della presenza del ricercato ancora in zona». Tracce recenti di suoi passaggi, veloci, un paio d’ore per riposarsi, e poi tornare a correre, scappare: «Queste tracce - spiega il capitano Biasone - sono recenti». Diversi infatti i giacigli che lui ha usato per dormire, sdraiarsi, contaminando coi suoi odori i punti in cui lo ha fatto, facendo scattare la reazione dei cani molecolari che lo stanno cercando coi reparti speciali. Tutti riscontri raccolti e le ricerche in corso dimostrano che è ancora in zona, non è scappato, non è riuscito a farlo. Per questo motivo, lo stesso ufficiale del Tuscania, chiude rassicurando che «le ricerche in campo saranno presenti fino alla sua cattura».
Non va oltre, il coordinatore delle ricerche che ormai si stano prolungando per la quinta notte, infilata. Perchè Igor /Norbert è ancora qui, anche se nella giornata di ieri si sono susseguiti continui avvistamenti, segnalazioni isteriche, e pochi altri riscontri della sua presenza. Anche una piccola barca rubata (e denunciata) è diventata oggetto delle ricerche del Tuscania, scandagliando i canali tra Marmorta e Campotto, chissà forse perchè usata per spostarsi tra i canali e il fiume Reno e poi affondata (ipotesi e nulla più).
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Tutti segnali dunque che la caccia all'uomo non si ferma, anzi si prepara ad un periodo di intervento lungo: e non c'è nessuna intenzione di smobilitare. Intanto, piano piano tutto torna alla normalità, un segnale contro al paura che in tutto il Ferrarese ormai sta dilagando. Il bar “Gallo” di Budrio dove Igor /Norbert ha ucciso Davide Fabbri ha riaperto. Da qui, da Budrio, è partita la scia di sangue che ha macchiato poi le strade del Mezzano, da dove, dopo avere ucciso la guardia ecologica Valerio Verri e ferendo Marco Ravaglia (ancora grave ma in ripresa) era schizzato per tornare nella sua tana, le valli tra Marmorta e Campotto. Una circostanza fondamentale per le indagini, per capire chi possa essere realmente Igor/Norbert, che avrebbe potuto scappare in qualsiasi direzione e posto. Ma non lo ha fatato è tornato qui, dove adesso la caccia all’uomo sta sempre più stringendo su di lui. Mentre parallelamente continuano indagini tecniche, controlli e confronti. Messi in campo ieri al vertice cui hanno partecipato, a Molinella, i capi delle Procure di Bologna e Ferrara (Amato e Cherchi) con i rispettivi pm che indagano (Forte e Savino). Ricerche e indagini dunque, che proseguono in parallelo, mentre si attendono gli esiti dei Ris che ha comparato il sangue trovato fuori dal bar di Budrio dove Igor/Norbert è rimasto ferito con quello che impregnava gli indumenti lasciati nel furgoncino: e sarebbe lo stesso sangue. Igor/Norbert ha ucciso qui e là.
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Ma come ha spiegato e continua a spiegare da giorni il procuratore capo di Ferrara, Bruno Cherchi: «Lo stiamo ancora cercando», ma soprattutto «dobbiamo prenderlo». Poi tutto verrà, anche coi riscontri della Corte dei miracoli di Igor, che in questi ultimi anni a Ferrara ci hanno insegnato a conoscere. Da qui controlli su chi ha protetto, coperto Igor/Norbert, il detenuto che faceva il chierichetto, il ricercato che girava in giacca e cravatta per Ferrara o faceva lo gigolò a Valencia o il killer che per dormire caccia le volpi dalle tane.
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