Il monito di Bulgarelli «Banche, fate credito o qui l’edilizia morirà»
di Marcello Pulidori
Il noto imprenditore si rivolge ad associazioni ed istituzioni E sul terremoto: le imprese piccole sono le più penalizzate
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La crisi? «Dal 2008 sento parlare che prima o poi finirà, ma gli indicatori veri, cioè i numeri, ci dicono che non è così. Staremo a vedere». Perché le imprese ferraresi sono in diminuzione e, addirittura, molte chiudono? «Perché le banche non fanno le banche, e non concedono crediti. E fino a che si comporteranno così, dalla crisi non c’è verso di uscire». E i lavori del dopo terremoto? «Da opportunità di lavoro (il tono è assolutamente rispettoso del dramma, s’intende; ndr) si sono trasformati in un problema». È gradevole, ed anche un po’ facile, parlare con Fabio Bulgarelli, noto imprenditore edile nonché presidente della Pallacanestro Ferrara. È gradevole per la qualità dell’interlocutore; è facile perché non c’è il rischio di non aver capito bene. Gli ultimi dati (a proposito di numeri) forniti dagli uffici di settore non lo trovano impreparato. Anzi. Bulgarelli li ascolta e li commenta: «In questa fase le imprese di costruzioni edili di Ferrara si stanno reggendo sui lavori del dopo terremoto - spiega Bulgarelli - ma anche questa fase rischia di avere una uscita negativa. Voglio dire: i pagamenti alle imprese che costruiscono arrivano talmente tardi, in tempi così lunghi, che molte imprese, purtroppo, non reggono e chiudono». Ma quanto si deve attendere per vedersi accreditati i soldi per i lavori svolti? «Anche fino ad un anno e mezzo». Ancora Bulgarelli: «Guardi, gliela faccio breve: il settore edile è stato in assoluto il più “malmenato” da questa crisi che ancora ci attanaglia». Scusi l’insistenza, ma Ferrara come sta? «Soffre, inevitabilmente - prosegue Bulgarelli - , soffre a causa di una crisi come quella della Carife e per la crisi generale del sistema bancario. In edilizia è diventata una impresa ricevere credito dalle banche. E dato che per costruire case servono molti soldi, perché, mi chiedo, un imprenditore avveduto dovrebbe spendere di tasca sua, con la quasi certezza di non incassare nulla?». Le ricette per uscire da questa fase critica? «Due. La prima: riavviare i lavori del dopo terremoto e i relativi pagamenti. La seconda: chiedere alle banche di riaprire il credito alle imprese. Operazione che dovrebbero fare, o perlomeno agevolare, anche le associazioni di categoria e la politica/istituzioni». Non lo fanno abbastanza? «Diciamo che si potrebbe fare di più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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