Medici, l’anno delle urne. Di Lascio ci prova ancora
Ferrara, il presidente dell’Ordine vuole correre per il settimo mandato consecutivo. In provincia spunta l’ipotesi Gianni Serra. Lui: me lo hanno chiesto, ci penso
FERRARA. In provincia gli iscritti sono all’incirca 3mila e quest’anno saranno chiamati di nuovo alle urne. In ballo c’è l’elezione del presidente e degli organi direttivi dell’Ordine dei medici di Ferrara, presieduto da Bruno Di Lascio. Una scadenza che sarà messa in agenda dopo l’estate, fra ottobre e dicembre, ma che ha già cominciato a smuovere le acque tra i professionisti ferraresi in camice bianco, fino al punto che il nome di qualche candidato circola già. Nell’ambiente si dà per scontato, ad esempio, che Bruno Di Lascio, alla guida dell’Ordine estense dal 1999 sia intenzionato a ripresentarsi per il settimo mandato consecutivo.
Una presidenza che si è già collocata tra le più longeve in provincia anche nel confronto con altri incarichi e ruoli elettivi dei più svariati settori. C’è chi ricorda i tre decenni del compianto provveditore Giuseppe Inzerillo al vertice della scuola estense, i 18 anni di Antonio Rossi rettore dell’università di Ferrara e i 16 anni di Roberto Soffritti sullo scranno più importante di Palazzo municipale. Di Lascio, medico di base, vorrebbe riproporre il suo nome per un altro triennio in piazza Sacrati sfondando così la soglia dei venti anni di governo dell’Ordine. Tra i medici della provincia, intanto, circola una domanda: «Sarà candidato unico?». La risposta ancora non c’è.
Si sa però che qualcosa si sta muovendo nel basso ferrarese, dove è spuntato il nome di Gianni Serra, 63 anni, ferrarese residente a Codigoro. Lui, interpellato conferma: «In effetti mi è stato chiesto recentemente se sono disposto a candidarmi. Ma non ho ancora preso nessuna decisione, ho solo detto che ci penserò. Voglio guardarmi un po’ intorno e capire che aria tira...». Serra è in pensione da un paio di settimane: ha lasciato l’incarico di primario di Neurologia e direttore del distretto sud est dell’Asl; dell’azienda sanitaria è stato anche direttore del dipartimento medico. Autore di pubblicazioni scientifiche e di romanzi, è stato docente di Neurologia di Unife. Per ora un braccio di ferro nell’urna resta solo una possibilità.
Serra non vuole essere considerato un “nemico” di Di Lascio: «Ci conosciamo da tanto tempo. Non so se saremo in competizione per l’incarico di presidente. Vedremo, quando scioglierò la riserva». Di Lascio, per ora, non parla. Ma neppure, per quanto è noto, smentisce le voci che lo danno come sicuro candidato per un nuovo mandato. Le pagine di cronaca hanno ospitato spesso le notizie di conflitti con colleghi o collaboratori sfociati in tribunale. Tutti vinti, a quanto si sa. Una recente sentenza però ha “bocciato” la sua denuncia in un processo: vi compariva come parte lesa mentre l’imputato, poi assolto, era un altro medico, Paolo Droghetti, che - questa l’accusa - avrebbe cercato di indurlo a non candidarsi nella tornata del 2014 in cambio del silenzio su una vicenda che riguardava il figlio di Di Lascio, medico di base, in seguito trattata dalla giustizia amministrativa. Nel 2014 Di Lascio battè la lista “L’Alleanza Giusta”, nel 1999 aveva vinto contro Claudio Casaroli (Fimmg), nel 2002 contro Andrea Franchella (Sant’Anna), nel 2005 contro Florio Ghinelli (Sant’Anna), nel 2008 non aveva avuto avversari, nel 2011 l'aveva spuntata contro Vincenzo Abbasciano. (gi.ca.)
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