La Nuova Ferrara

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PONTELAGOSCURO

Paese solidale e impegnato anche sul fronte rifiuti

di Marcello Pulidori
Paese solidale e impegnato anche sul fronte rifiuti

Sono arrivati i cassonetti a calotta, gli eco volontari per la sperimentazione. L’integrazione dei profughi è uno dei temi che appassionano maggiormente

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I problemi di Pontelagoscuro, certo. Ma la cronaca viene prima di tutto. E anche al circolo Acli di questa popolosa (oltre 6 mila abitanti, leggermente in calo negli ultimi anni) frazione del Comune di Ferrara non si fanno eccezioni. Ma dove è questo Igor? Perché non riescono a prenderlo? La fuga ancora in corso dell’assassino ex slavo mette in allarme anche chi, tutto sommato, si trova dalla parte opposta rispetto alle paludi e agli acquitrini del Mezzano in cui questo Igor con vari alias sta tentando di scappare da un destino, il suo, comunque già segnato. Luca Traini il direttore de la Nuova Ferrara, dà le ultime, poi il dibattito vira verso altri mari, altri problemi, altri territori. Anche se il passo, tra un argomento e l’altro, può essere breve, molto breve. Straniero chiama straniero. Ed ecco che immediatamente uno dei residenti presenti al circolo estrae dal cilindro il tema dell’integrazione. Pontelagoscuro, d’altro canto, sta facendo molto con un immobile che sta tuttora ospitando una sessantina di profughi. Questa è terra di immigrazione ed emigranti. E chi sa cosa significa dover abbandonare la propria terra natia, sa bene di cosa parlare. I marchigiani arrivati qui a rafforzare il tessuto sociale ed economico di questo paesone hanno le idee ben chiare. «L’integrazione va aiutata e favorita - dice un residente - perché è l’unica alternativa, l’unica possibilità di gestire il fenomeno profughi, non ve ne sono altre».

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Non mancano i distinguo piuttosto pesanti. «Purtroppo - interviene un altro residente di Pontelagoscuro - non tutte sono persone perbene. Allora io ho una proposta: quando uno straniero è condannato da un tribunale italiano, sarebbe giusto che l’Italia pagasse il mantenimento di questo carcerato ma in un carcere del suo Paese d’origine». Singolare proposta che sarebbe doveroso approfondire. Da approfondire, nel frattempo, c’è senza dubbio un altro tema, che da lì a pochi minuti viene proposto all’attenzione dei presenti: il nuovo sistema di raccolta differenziata coi cassonetti a calotta. A Pontelagoscuro è partita alcuni mesi fa e ha già fatto registrare alcuni intoppi cui Hera sta mettendo mano per la risoluzione. Ma funziona, dà buoni risultati questa nuovo formula? «Sostanzialmente sì - dice uno degli eco-volontari - se si pone un problema la risposta di Hera arriva quasi in tempo reale. I pareri sono quasi tutti positivi, certo che serve un periodo di, come dire, ambientamento». Viene fornito un dato molto interessante e che deve fare riflettere cittadini ed addetti ai lavori. Visto che gli esperti prevedono un futuro in cui il mondo sarà sommerso dai rifiuti (o rischierà di esserlo) sapere che i nuovi sistemi introdotti da Hera hanno già consentito di ridurre del 24% in un anno la raccolta indifferenziata, è un dato che fa bene al cuore. Eccoli, i segnali positivi. «Io vedo meno rifiuti per la strada», aggiunge uno dei presenti, mentre c’è chi prende appunti ed il direttore del giornale Traini risponde alle tante domande. «Ma io resto convinto - parole di un altro residente - che serva un’assemblea pubblica alla presenza dei tecnici di Hera. Così si avrà la possibilità di spiegare quali sono i problemi ed avere dagli esperti e dagli addetti ai lavori le risposte che servono». Poi, proseguendo nel dibattito, un’altra giusta osservazione: «Bisognerà anche attendere l’estate e il grande caldo per valutare - è un altro residente che parla - , ad esempio, se ci sarà un problema legato alle puzze. Speriamo di no, ma bisogna attendere». Ma insomma, a Pontelagoscuro si parla soltanto di raccolta rifiuti? Certo che no.

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Partendo dall’ennesima sfumatura. Le isole ecologiche hanno prodotto una conseguenza negativa (ma non è tutta colpa delle isole ecologiche): a Pontelagoscuro, cioè, sono diminuiti i parcheggi per le auto. Ed i trasporti pubblici? Chi prende l’autobus per raggiungere il centro di Ferrara? «Gli extracomunitari - è la risposta di un ospite - , sembra una battuta ma non lo è affatto. Anche perché solitamente noi del posto cerchiamo di arrivarci in macchina». E la sicurezza, come va con la sicurezza? Furti? Pochi, molti? «Il fenomeno per fortuna è sotto controllo, al momento. La cosiddetta sicurezza partecipata o controllo di vicinato, che dir si voglia, qui a Pontelagoscuro è un fatto compiuto». La coesione tra le famiglie si avverte nell’aria. Come il volontariato, una vera gemma incastonata in questo tessuto demografico dalle solide radici. È una bella sensazione. E molto del merito di questa tenuta va a chi, non ferrarese, è arrivato da queste parti per abitare in questa terra.
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