Polemica sul dissuasore Il Borgo va all’attacco
di Maurizio Barbieri
A Ro la lista civica chiede la rimozione del dosso collocato in via Dazio «Causa problemi agli edifici vicini ed è pericoloso anche per gli automobilisti»
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RO. I dossi rallentatori di velocità installati in via Dazio nel capoluogo costituiscono, secondo la lista civica Il Borgo, «un problema in quanto causerebbero danni agli edifici, causati dalle vibrazioni dei veicoli in transito ed alle sponde dei fossi, per evitare parzialmente i dossi molti automobilisti circolano ai margini della strada». Attualmente è installato un unico rallentatore di velocità in prossimità del civico 19. Infatti quello in corrispondenza del civico 3, è stato tolto già da molto tempo e quello in corrispondenza al civico 9 non è mai stato installato. La normativa prevede che l’installazione di questi dissuasori deve essere stabilita con ordinanza debitamente motivata e l’istituzione avvenne con apposita ordinanza n. 07/07 del 19 aprile 2007, che adduceva la seguente giustificazione: «diversi residenti ed utenti della strada hanno evidenziato che su via Dazio sono state rilevate situazioni di pericolo a causa della velocità di taluni veicoli».
Il Borgo sottolinea poi un altro aspetto: «Le dimensioni dei dissuasori variano a seconda della velocità vigente sulla strada sulla quale si interviene: se il limite di velocità è 50 Km/h (peculiare del centro abitato) l’altezza del dosso è di cm. 3, se è 30 Km/h l’altezza passa a 7 cm. Così, proprio con questa ordinanza, si è istituito sulla strada il limite massimo di 30 Km/h per garantire un bel “salto” di 7 cm a coloro che transitano anche quotidianamente per la via Dazio. La presenza dei dossi artificiali è debitamente presegnalata, come prevede la normativa, in entrambe le direzioni di marcia. La segnaletica verticale però è ingannevole perché fa espresso riferimento alla presenza di due dossi mentre in realtà da anni ve ne è uno solo. I dossi poi, secondo l’art. 179 del regolamento di attuazione del Codice della Strada, devono avere una zebratura gialla e nera e devono essere visibili sia di giorno che di notte. Spesso però sono inscuriti dalla sporcizia, dal nero degli pneumatici o risultano parzialmente divelti. L’amministrazione comunale roese dovrebbe avere cura di provvedere alla manutenzione dei dossi, invece, l’unico dissuasore mantenuto è ridotto piuttosto male e quindi la pericolosità per gli utenti è conclamata». A fronte dei rilievi prodotti, la lista civica Il Borgo chiederà «la rimozione del rallentatore perché illegittimo e perché il pericolo che crea ai fruitori della strada è senza dubbio maggiore del beneficio che si potrebbe realizzare. Vale la pena però ricordare che il vero problema dei residenti di via Dazio (e non solo) è la mancanza della pista ciclabile di collegamento tra l’area golenale e la piazza Umberto I°, progettualità tanto decantata dalla maggioranza, soprattutto in campagna elettorale, ma anche nel bilancio preventivo 2017 nessun progetto è stato avanzato».
Il Borgo sottolinea poi un altro aspetto: «Le dimensioni dei dissuasori variano a seconda della velocità vigente sulla strada sulla quale si interviene: se il limite di velocità è 50 Km/h (peculiare del centro abitato) l’altezza del dosso è di cm. 3, se è 30 Km/h l’altezza passa a 7 cm. Così, proprio con questa ordinanza, si è istituito sulla strada il limite massimo di 30 Km/h per garantire un bel “salto” di 7 cm a coloro che transitano anche quotidianamente per la via Dazio. La presenza dei dossi artificiali è debitamente presegnalata, come prevede la normativa, in entrambe le direzioni di marcia. La segnaletica verticale però è ingannevole perché fa espresso riferimento alla presenza di due dossi mentre in realtà da anni ve ne è uno solo. I dossi poi, secondo l’art. 179 del regolamento di attuazione del Codice della Strada, devono avere una zebratura gialla e nera e devono essere visibili sia di giorno che di notte. Spesso però sono inscuriti dalla sporcizia, dal nero degli pneumatici o risultano parzialmente divelti. L’amministrazione comunale roese dovrebbe avere cura di provvedere alla manutenzione dei dossi, invece, l’unico dissuasore mantenuto è ridotto piuttosto male e quindi la pericolosità per gli utenti è conclamata». A fronte dei rilievi prodotti, la lista civica Il Borgo chiederà «la rimozione del rallentatore perché illegittimo e perché il pericolo che crea ai fruitori della strada è senza dubbio maggiore del beneficio che si potrebbe realizzare. Vale la pena però ricordare che il vero problema dei residenti di via Dazio (e non solo) è la mancanza della pista ciclabile di collegamento tra l’area golenale e la piazza Umberto I°, progettualità tanto decantata dalla maggioranza, soprattutto in campagna elettorale, ma anche nel bilancio preventivo 2017 nessun progetto è stato avanzato».
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