La Nuova Ferrara

Ferrara

Igor-Ezechiele assassino innominabile

di Luca Traini
La foto segnaletica del killer
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La foto segnaletica del killer

Perché abbiamo pubblicato da subito il nome del killer

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FERRARA. L’assassino è ancora in fuga. Mille uomini tra i meglio addestrati non sono riusciti a stanarlo da questi quaranta chilometri quadrati di valli tra Argenta e Molinella, su cui sono sintonizzate attenzioni ed ansie, in cui la caccia all’uomo continua, nella convinzione che sia qui. Mobile, guardingo, sfuggente... ma qui. Entro la terza notte si sarebbe tradito, diceva la prima fiduciosa aspettativa smentita dai fatti, corretta dall’impegno di un’ulteriore intera settimana di ricerche a tappeto prima di cambiare strategia. Igor è qui, ne sono convinti. Ezechiele Norbert è qui e lo prenderanno.

È stata una settimana lenta e lunga, in attesa della svolta che non è arrivata. Il bar Gallo di Budrio è stato riaperto; la vedova Fabbri lo ha fatto per il marito ucciso durante la rapina, solo per lui. La seconda vittima, la guardia volontaria Valerio Verri, è stata accompagnata nel suo ultimo viaggio da un lungo corteo di divise e compaesani, amici e conoscenti. La Procura di Bologna ha aperto un’inchiesta per fuga di notizie che coinvolge la Nuova Ferrara e qualche altra testata: è accaduto anche questo, negli stessi giorni.

Ci viene contestato di aver pubblicato il nome e la foto segnaletica di Igor Vaclavic, all’indomani dell’omicidio di Budrio, individuandolo come la persona ricercata. Gli investigatori parlavano genericamente di “un uomo dell’Est con precedenti specifici”, noi l’abbiamo riconosciuto ed indicato. La memoria dei cronisti è stata preziosa: abbiamo potuto raccontarne il curriculum criminale, segnalarne ferocia e pericolosità. Ma quel nome non andava fatto, la foto diffusa alle pattuglie dei carabinieri e negli ospedali non sarebbe dovuta finire sul sito e poi in pagina, sostiene la Procura di Bologna. Io difendo la nostra scelta.


Il bandito era tra noi, armato, pronto a sparare: era doveroso dirlo agli abitanti della zona, far sapere loro da chi avrebbero dovuto guardarsi. Ritengo, anzi, che avrebbero dovuto farlo gli stessi inquirenti, quel nome. Chiedendo attenzione. Perché Igor non era, non è, solo una persona su cui indagare, ma un criminale da cui stare alla larga. Pericolosissimo, come lo bolla il procuratore di Ferrara, spiegando perché i due carabinieri che sabato scorso lo intercettarono, subito dopo l’omicidio Verri, non lo fermarono; giustificando il mancato inseguimento e il non aver sparato. Gli inquirenti sapevano del rischio, la popolazione avrebbe dovuto rimanere all’oscuro? No. L’allerta andava condivisa e rilanciata; c’era il pericolo che il killer sparasse ancora. Come purtroppo ha fatto, a distanza di una settimana.


Igor/Ezechiele è un assassino lucido e addestrato, capace di sparare una sequenza di cinque colpi in corsa portandone a bersaglio quattro, ferendo e uccidendo. Si doveva attendere il secondo morto, prima di mostrare la sua foto? No. Ce lo dicono coscienza e professionalità.
Buona Pasqua. Che porti liete notizie.
 

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