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Un quarto d’ora da incubo 

Un quarto d’ora da incubo 

San Carlo, una bomba d’acqua causa allagamenti di case e garage. Il comitato: «Nessuno ci ascolta»

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SAN CARLO. Bomba di acqua su San Carlo e tanta rabbia da parte dei residenti. Erano da poco passate le 12 di ieri, quando è arrivata una pioggia battente che non si vedeva da tempo. L'evento temporalesco straordinario che è durato circa un quarto d’ora ha creato disagi in abitazione, garage e strade del territorio di San Carlo, frazione del comune Terre del Reno. Le zone del paese maggiormente allagate sono state: via Risorgimento, via Palladio, Otto Marzo, Lamarmora , Rossini, Palazzo Davia, Bernini. Allagate anche alcune case confinanti tra San Carlo- Mirabello e Chiesa Nuova. Ad avere il maggior disagio è stata la famiglia residente in via Risorgimento 20, il temporale ha allagato completamente la casa situata al piano terra. «Un disastro - spiega Hanane-, mi si è allagata la casa , i danni subiti sono tanti, una tragedia». Tanta la disperazione sul volto di questa donna. Rabbia e appelli arrivano da tantissimi altri cittadini danneggiati da questo temporale" non è possibile, questa situazione- spiegano i residenti di San Carlo coinvolti negli allagamenti - il sistema fognario di questo territorio non supporta più il carico di acqua, poi dopo il terremoto la situazione è peggiorata, inoltre la manutenzione dei tombini e trascurata da parte di chi gestisce il sistema fognario». Sul territorio il 22 luglio dello scorso anno si è costituito a seguito delle vecchie situazioni di allagamenti mai risolte, il comitato " Allagati di San Carlo". Il presidente Silvio Salvi, spiega che dopo diverse sollecitazione, una risposta scritta da parte del comune è giunta solo in febbraio. «La frequenza con cui si presentano questi eventi, ci fa pensare che ci sia qualcosa di non corretto nel sistema fognario e sulla gestione della manutenzione - spiega Silvio Salvi-, in agosto avevamo chiesto un incontro per avere un resoconto sul sistema fognario delle nostre vie , ma l'unica cosa che abbiamo ricevuto e stata una lettera giunta in febbraio, che concludeva dicendo : si invitano i proprietari delle vie interessate dai fenomeni di allagamento, a provvedere alla predisposizione e realizzazione di opportune opere per intercettare le acque meteoriche, quali dossi e griglie di raccolta collegate alla rete fognaria, da realizzare in proprietà privata. Il fatto e che anche questo non risolverebbe nulla comunque - conclude Salvi- perché il problema e dovuto da un sottodimensionamento del sistema fognario del territorio, e ad una scarsa manutenzione, e sarebbe ora di trovare soluzioni, perché a rimetterci siamo solo noi cittadini».
Maria Teresa Cafiero

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