Cento, casa scoperchiata da una tromba d'aria
Incolumi gli occupanti. Ingenti i danni provocati dal maltempo nel fine settimana di Pasqua
CENTO. «Abbiamo sentito la nostra casa girare, ruotare su se stessa. Essere al centro di una tromba d'aria, è una cosa impressionante. Una sera di Pasqua che certamente non dimenticheremo mai più».
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Davvero tanta paura l’altra notte per due anziani coniugi centesi, Silvano Gallerani e Angela Pedrielli, di 78 e 74 anni. La loro abitazione situata nel capoluogo centese in via Giotto 6 a è stata presa di mira da una tromba d'aria che ha sradicando l'abbaino e ha aperto una profonda falla nel tetto. Sul posto, l'intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Cento e i volontari di Bondeno che, al lavoro fino verso le 4 di lunedì mattina, hanno messo in sicurezza la copertura della casa che ha per metà perso coppi e laterizio. A seguire un secondo intervento con autoscala e mezzi per rimuovere le parti pericolanti e coprire la falla con un grande telo protettivo.
«La nostra abitazione – racconta Angela, ancora profondamente scossa - si era salvata dal terremoto, ma è stata presa di mira da questa tromba d'aria. Cosa strana in quanto è stata colpita solo la nostra casa, perché i vicini, a parte l’abitazione qui accanto che ha l'antenna spezzata, non hanno subito danni». Tutto è iniziato dopo il forte temporale e la grandinata che ha colpito il Centese. L'intensità e il vortice di vento si sono abbattuti solo sull'abitazione di via Giotto.
La tromba d'aria, ha preso di mira prima la casetta in legno accanto all'abitazione: «E' una casetta robusta – racconta Angela, assieme alla figlia Nicoletta - che utilizziamo per gli attrezzi e le poltrone del giardino, ma è stata del tutto scoperchiata. Il tetto è stato sradicato con grande violenza, ed è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza ribaltato. Non solo ha tolto l'inferriata in ferro del pozzo, ma anche strappato il cavo che portava l'energia elettrica per tirare l'acqua. Cosa ancor più strana, le nostre due galline e il loro riparo, nel recinto accanto alla casetta, sono rimasti intatti».
Poi il vortice si è abbattuto sulla parte destra della casa: «Dal tetto, rifatto meno di dieci anni fa, il vento ha strappato l'abbaino, che è finito assieme alle tegole sulla nostra auto, parcheggiata di fianco alla casa. Tante tegole e pannelli isolanti di copertura, a pezzi, sono stati gettati ovunque, anche a diverse decine di metri di distanza, in strada e persino nei giardini e sui tetti dei vicini. Nel solaio ora è rimasto un grande buco, che i vigili del fuoco hanno coperto con un telo impermeabile».
Nessuna ferita, ma davvero tanta paura per Silvano e Angela. Con loro, sono rimasti per tutta la notte ed anche ieri i figli Nicoletta e Lorenzo. «La casa è agibile – riferisce Angela -ci hanno detto che possiamo rimanere. Anche se ho ancora un nodo in gola. Dallo spavento sono rimasta ore senza riuscire a dire una parola, e non siamo più riusciti a dormire. Stamattina dal Comune, a nome del sindaco, ci hanno telefonato per sapere come stavamo e se avevamo bisogno di qualcosa. Ho risposto, stiamo bene. Vogliamo ringraziare anche i vigili del fuoco: sono stati molto gentili e disponibili».
Beatrice Barberini
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