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Ferrara, la casa senza strade di accesso: a piedi nel fango sotto la grandine

Ferrara, la casa senza strade di accesso: a piedi nel fango sotto la grandine

Pontelangorino, l’appello disperato della famiglia Gramigna: tutto chiuso con dei cancelli, non sappiamo più come fare

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PONTELANGORINO. Continuano le vicissitudini per la famiglia di Pontelangorino, isolata dal mondo a causa della mancanza di strade di collegamento con la propria abitazione, dopo che una sentenza del Tribunale di Ferrara ha posto la parola fine su una lunga vertenza tra privati. Proprio la notte di Pasqua Daria Pozzati e Roberto Gramigna, questi i nomi della giovane coppia residente a Pontelangorino in via Fronte II tronco 36, al rientro da una cena tra amici compiono l’amara scoperta di non poter fare ritorno a casa.

«La pioggia intensa aveva trasformato in un pantano lo stradello di campagna, che percorriamo in auto - spiega Daria -, e siamo rimasti bloccati fuori casa. Abbiamo sistemato la bimba dai nonni e alle 2 di notte, armandoci di sana pazienza, ci siamo incamminati a piedi tra le capezzagne, infangandoci. Prima riuscivamo a cavarcela almeno a piedi, ma ora sono stati costruiti anche due cancelli che ci impediscono di passare».

È una vicenda ingarbugliata quella che vivono da alcuni anni Daria e Roberto, da quando il proprietario del fondo è deceduto e gli eredi hanno ritenuto di delimitare la proprietà privata. La vicenda surreale è approdata in Tribunale, in quanto la coppia riteneva leso il proprio diritto al passaggio, necessario per raggiungere l’abitazione, acquistata nel 2004. Il giudice invece ha dato torto ai due esponenti, motivando la sua decisione, sulla base dell’esistenza di uno stradello alternativo per raggiungere la casa isolata, un lembo di terra percorso dai trattori.

«Ora i due cancelli con una recinzione che passa da una parte all’altra ci impediscono ogni passaggio - prosegue -, per uscire e tornare a casa dovremmo compiere ogni volta un tragitto lunghissimo in mezzo al fango».
A complicare le cose anche la lettera del Cadf, che segnala alla giovane coppia l'imminente spostamento del contatore dell'acqua, con spese a carico della famiglia interessata, in quanto la collocazione attuale non può essere mantenuta su proprietà privata. La sentenza del Tribunale impedisce anche al Comune di intervenire d'iniziativa, mentre la famiglia resta isolata.
 

Katia Romagnoli

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