«Noi nella zona rossa blindati dentro casa per paura di Igor»
Un residente racconta: alla sera non vado più al bar per non lasciare da sole mia moglie e mia madre
ARGENTA. Coloro che stanno cercando Igor/Ezechiele, sono convinti che il pluriomicida sia in quei 40 km quadrati compresi tra Argenta e Marmorta. Una convinzione supportata da elementi precisi soprattutto fornita dagli affidabili cani molecolari.
Una ricerca sul terreno cinturato dalle pattuglie dei carabinieri che è tagliato a metà dalla via del Catino e dal fiume Reno compresa tutta la boscaglia. È dall’8 aprile e cioè dall’omicidio di Valerio Verri e dal ferimento di Marco Ravaglia che questa zona è setacciata tutti i giorni dai carabinieri del battaglione Tuscania e purtroppo, da quella stessa sera, ci sono alcune famiglie che vivono in trincea. Nuclei famigliari isolati che hanno la propria azienda agricola nel cuore della cosiddetta “zona rossa”.
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Una di queste famiglie è quella di Bruno d’Ippoliti: «Eh sì, per tranquillizzare mia mamma e mia moglie, la sera non esco, non va in bar e sto qui a difendere come posso la mia casa. Come si vive? Sopportiamo sulla nostra pelle questa situazione - ammette - e come me gli altri che abitano nella nostra zona. La sera dell’omicidio nel Mezzano un amico mi ha detto di andare subito a casa perché questo criminale lo stavano cercando qui. Infatti, tutta notte e i giorni successivi, nella mia terra e in quella dei vicini, ho avuto sempre la presenza dei carabinieri».
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Lei ha detto che è pronto a difendersi...«Lo confermo: in casa sono pronto a difendere la mia famiglia». «Non abbiamo inferriate o sistemi di allarme - aggiunge la moglie - però abbiamo gli animali». «Eh sì - precisa la mamma di Bruno d’Ippoliti - fra i tanti animali da cortile abbiamo delle oche ed è sufficiente che uno passi di giorno o di notte vicino a casa che si mettono a fare una “musica”! Per non parlare dei cani e fra questi un pastore maremmano. Di certo è che ho paura e per questo mio figlio la sera sta in casa. So che per lui è un sacrificio ma finché non ci diranno “l’abbiamo preso” noi andiamo avanti così altrimenti, se lui vuole andare al bar, allora andiamo anche noi ma qui da sole no: per carità!».
«Non vedo l’ora che questa storiaccia finisca - aggiunge Bruno - perché finché è giorno lavoriamo e il tempo passa ma stare in casa la sera fino all’1 o le 2 di notte sul divano a guardare la televisione perché non si riesce a prendere sonno, è lunga». Se si dovesse trovare di fronte questo omicida? «Mi difenderei con ciò che ho a disposizione e con la freddezza che serve in quei momenti che però mi auguro di non provare».
Si dice che, Igor/Ezechiele, essendo alla macchia, si alimenti con ciò che trova. «Sicuramente e non solo con dei vegetali, basti pensare che, sull’argine della Pastore, qui vicino, ci sono 70/80 arnie con dell’ottimo miele». La pioggia chi favorisce Igor o i carabinieri? «Da cacciatore dico che l’acqua ha cancellato tutto e se lui si è mosso dopo l’acquazzone, oltre alle orme sulla terra bagnata ha lasciato delle tracce molto fresche e quindi utile per i cani».
«Sì però - conclude la moglie -per favore stai in casa almeno per altri 3-4 giorni: Ok?». E lui, il capofamiglia, annuisce perché la tranquillità dei suoi è molto più importante che una partita a briscola e tressette.
Giorgio Carnaroli
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