Assegno di ricollocazione Un avvio al rallentatore
Su 400 lettere inviate a disoccupati, 30 richieste d’informazione e 5 attivazioni Del Conte (Anpal): va modificata l’idea che i senza lavoro devono arrangiarsi
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Stanno arrivando anche a Ferrara le lettere ai beneficiari dell’assegno di ricollocazione, spedite da Anpal, Agenzia per le politiche attive del lavoro, guidata da Maurizio Del Conte. Circa 400 le lettere giunte agli interessati per informarli della novità di questo strumento, ora in fase di sperimentazione, e circa trenta le persone che hanno risposto chiedendo delucidazioni. Di queste solo cinque hanno accettato, tutte donne, tra le quali due hanno scelto l’inserimento al Centro per l’impiego e tre in centri privati. Si può quindi parlare di avvio lento della sperimentazione.
L’assegno di ricollocazione ha come scopo quello di aiutare le persone a trovare un nuovo lavoro, e a livello nazionale interessa 30mila disoccupati. I potenziali beneficiari devono ricevere la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) da almeno 4 mesi, e l’assegno varia da mille a cinquemila euro. I soldi però non vanno al lavoratore, ma alla struttura - centro per l’impiego o altro ente accreditato - che ha erogato il servizio, solo dopo la firma del nuovo contratto di lavoro. L’assegno dura sei mesi e può essere prorogato per altri sei. Il lavoratore che accetta l’assegno di ricollocazione, viene affiancato da un tutor, si impegna a svolgere le attività che gli propone e ad accettare le offerte di lavoro congrue.
Di questo si è parlato ieri nell’ambito dell’incontro “La sfida del Jobs Act: politiche attive e strumenti per il lavoro alla luce della riforma”, nelle sale del l’Hotel Astra, promosso dallo staff “Ferrara per Renzi”. Lo stesso Del Conte ha spiegato le principali novità contenute nel Jobs Act, soffermandosi sulle politiche attive di lavoro, come l’assegno di ricollocazione. Ha introdotto il dibattito Luigi Marattin, responsabile economico di Palazzo Chigi, che ha parlato di «esempio di cos’è per il Pd il riformismo. Aiutare le persone a trovare un’occupazione è un problema serio, la formazione professionale in Italia non funziona. L’assegno di ricollocazione è uno strumento serio, credibile, competente».
Ha moderato il dibattito Eric Zaghini, responsabile economico del Pd. «Il Jobs Act ha posto le basi per un mutamento culturale e di prospettiva nell’affrontare i problemi - ha spiegato ancora Del Conte - Nel nostro paese manca la cultura di accompagnamento presa in carico del disoccupato, sottintendo che si deve arrangiare. Dobbiamo invece offrire risorse a chi è fragile, a chi non ha reti personali di sostegno. La nuova Agenzia nazionale prevede di creare sinergia con i vari soggetti territoriali, e per trasmettere anche all’ultimo pezzo di territorio gli stessi servizi. Per il 2017 si sono investiti 730 milioni per aiutare le imprese che vogliono assumere giovani e persone delle zone del sud e delle isole, e investiremo sull’introduzione di un tutor a scuola, un soggetto esterno, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, per mettere in contatto le scuole con le imprese», è la conclusione del presidente Anpal.
Per ulteriori informazioni sull’assegno di ricollocazione si può telefonare al numero verde 800.800.039 dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì.
Veronica Capucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’assegno di ricollocazione ha come scopo quello di aiutare le persone a trovare un nuovo lavoro, e a livello nazionale interessa 30mila disoccupati. I potenziali beneficiari devono ricevere la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) da almeno 4 mesi, e l’assegno varia da mille a cinquemila euro. I soldi però non vanno al lavoratore, ma alla struttura - centro per l’impiego o altro ente accreditato - che ha erogato il servizio, solo dopo la firma del nuovo contratto di lavoro. L’assegno dura sei mesi e può essere prorogato per altri sei. Il lavoratore che accetta l’assegno di ricollocazione, viene affiancato da un tutor, si impegna a svolgere le attività che gli propone e ad accettare le offerte di lavoro congrue.
Di questo si è parlato ieri nell’ambito dell’incontro “La sfida del Jobs Act: politiche attive e strumenti per il lavoro alla luce della riforma”, nelle sale del l’Hotel Astra, promosso dallo staff “Ferrara per Renzi”. Lo stesso Del Conte ha spiegato le principali novità contenute nel Jobs Act, soffermandosi sulle politiche attive di lavoro, come l’assegno di ricollocazione. Ha introdotto il dibattito Luigi Marattin, responsabile economico di Palazzo Chigi, che ha parlato di «esempio di cos’è per il Pd il riformismo. Aiutare le persone a trovare un’occupazione è un problema serio, la formazione professionale in Italia non funziona. L’assegno di ricollocazione è uno strumento serio, credibile, competente».
Ha moderato il dibattito Eric Zaghini, responsabile economico del Pd. «Il Jobs Act ha posto le basi per un mutamento culturale e di prospettiva nell’affrontare i problemi - ha spiegato ancora Del Conte - Nel nostro paese manca la cultura di accompagnamento presa in carico del disoccupato, sottintendo che si deve arrangiare. Dobbiamo invece offrire risorse a chi è fragile, a chi non ha reti personali di sostegno. La nuova Agenzia nazionale prevede di creare sinergia con i vari soggetti territoriali, e per trasmettere anche all’ultimo pezzo di territorio gli stessi servizi. Per il 2017 si sono investiti 730 milioni per aiutare le imprese che vogliono assumere giovani e persone delle zone del sud e delle isole, e investiremo sull’introduzione di un tutor a scuola, un soggetto esterno, nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, per mettere in contatto le scuole con le imprese», è la conclusione del presidente Anpal.
Per ulteriori informazioni sull’assegno di ricollocazione si può telefonare al numero verde 800.800.039 dalle 9 alle 18, dal lunedì al venerdì.
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